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NASA: scioglimento ghiacci irreversibile. Francia: 500 giorni a caos climatico

La NASA ha rivelato lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide occidentale "ha raggiunto un punto di non ritorno", e che tale "stato di declino irreversibile" provocherà un aumento del livello del mare pari a 1,2 metri nei prossimi 200 anni. Il ministro degli Esteri della Francia, Laurent Fabius, annuncia però che il mondo ha solo "500 giorni di tempo per evitare una catastrofe climatica".

Mancherebbero 500 giorni al caos climatico. Ad annunciarlo è il ministro degli Esteri della Francia, Laurent Fabius, al termine di un incontro, avvenuto il 13 maggio, con il Segretario di Stato americano John Kerry. Al vertice, oltre alla situazione in Iran, Ucraina e Siria, Fabius e Kerry hanno affrontato infatti anche il problema dei cambiamenti climatici. Proprio all'inizio della scorsa settimana, la NASA aveva rivelato che lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide occidentale "ha raggiunto un punto di non ritorno" a causa dei cambiamenti climatici. La NASA è arrivata a sostenere che gran parte della calotta di ghiaccio in Antartide occidentale è in uno "stato di declino irreversibile" studiando le immagini satellitari e dati rilevati sul posto negli ultimi 40 anni. La NASA ha inoltre sottolineato che lo scioglimento dei sei più grandi ghiacciai in questa zona, cioè quelli di Pine Island, di Thwaites, di Haynes, di Smith, di Papa e di Kohler, sta già provocando un "aumento degli oceani". Lo scioglimento totale di questi sei ghiacciai provocherà, secondo i calcoli, un aumento del livello del mare pari a 1,2 metri. La NASA ha stimato che questo sollevamento globale del livello del mare sarà raggiunto nell'arco dei prossimi 200 anni. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius sostiene però che "abbiamo 500 giorni per evitare il caos climatico", quindi circa un paio d'anni. Fabius ha quindi ribadito che il mondo ha "500 giorni di tempo per evitare una catastrofe climatica" anche una volta tornato a Parigi, di fronte all'Assemblea Nazionale, spiegando: "Barack Obama e John Kerry sono impegnati in questa causa e sono convinto che con loro, e con molti altri dei nostri alleati, potremmo riuscire a risolvere questa importante questione".

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