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Calendario Toscani 2011: il triangolo no. Stop al pube "conciato"

Scattano i freni inibitori. Il Calendario Toscani 2011 o come "poeticamente" lo descrive il "Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata Al Vegetale" dei "12 triangoli pubici" è un'iniziativa pubblicitaria, così l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria interviene. E lo inibisce.

Il calendario del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata Al Vegetale, meglio conosciuto come il Calendario Oliviero Toscani 2011, verrà "fermato", anzi "inibito" e, visto che si parla di pubi, suona un po' come un colmo. Fatto sta che i freni inibitori della pubblicità sono davvero scattati.
Lo IAP, l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, ha infatti accolto l'istanza della Commissione per le Pari Opportunità che ha inibito la pubblicità del "Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata Al Vegetale" ritenendo, come riporta il Tgcom, "'offensivo' l'accostamento di una parte del corpo femminile alla pelle di un animale conciato".
Effettivamente i "i 12 triangoli pubici immortalati da Oliviero Toscani per il Calendario 2011 del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale" come scriveva il Consorzio sul suo sito, "sono bruni, biondi, rossi, castani" ma sono anche sembrati un offesa verso il corpo delle donne.
Come avevamo già detto ("Calendario Toscani 2011: foto del pube, la vera pelle italiana" http://tinyurl.com/5tegpfo) Oliviero Toscani commentava così il suo calendario prima della presentazione a Pitti Uomo: "Qui si mostra l'essenziale e non quello che si vede nei soliti volgari calendari delle pin up: mostrano tutto, meno che quello. Un disvelamento al contrario. Queste dodici, magnifiche 'tarte au poil' senza età, sono autentiche".
Ovviamente ora Toscani è furibondo e stigmatizza lo IAP come "una corporazione privata, come la mafia" (http://tinyurl.com/5sm9n8y). Vincenzo Guggino dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria dichiara al Tgcom che comunque il calendario che mette in mostra il pube associandolo alla "pelle conciata" rimarrà nelle edicole accluso al Rolling Stones di Gennaio: "Non so che cosa deciderà di fare l'editore ma non è nelle nostre possibilità intervenire su quel che è già in diffusione perché sarebbe, tra l'altro, censura preventiva. E' un po' come per un messaggio pubblicitario trasmesso in televisione. Noi inibiamo ma su quel che è già stato trasmesso non c'è alcuna possibilità di intervento, naturalmente".

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