le notizie che fanno testo, dal 2010

Caldo record: boom consumo frutta fresca. Ma il "ricarico" sconvolge

L'antidoto per sopportare il caldo torrido è la frutta fresca. Boom nell'ultima settimana, con un più 40 per cento di consumi come sottolinea Coldiretti. Ma la frutta costa "troppo" soprattutto se si considera il "ricarico" dal contadino al consumatore: per le nettarine è del 474 per cento.

Non c'è alimento migliore per ristorarsi in questo periodo di caldo torrido che consumare della frutta fresca. Se questa frutta ha anche "sapore" cosa non sempre scontata, purtroppo, in una società che sempre più spesso valuta l'apparenza prima della sostanza, è ovviamente anche meglio. I consumatori, nell'ultima settimana, sembra abbiano riscoperto "en masse" il loro rapporto con la frutta fresca, facendo segnare un "picco" di consumo importante. Lo segnala Coldiretti in una nota: "Nella settimana più calda dell'estate sono aumentati del 40 per cento gli acquisti di frutta e verdura rispetto alla settimana precedente" sottolineando però che "solo 20,3 milioni gli italiani si difendono dalle alte temperature mangiando sempre sia a pranzo che a cena la frutta fresca e addirittura un milione non la consuma mai". Il problema del "non consumo" della frutta fresca, anche se il Ministero della Salute "suggerisce di mangiare molta frutta fresca che contiene fino al 90 per cento di acqua" continua Coldiretti, è forse anche un semplice problema di "prezzo". Prezzo che, come ormai tutti gli italiani sanno, non è solo "fatto" dal contadino ma dalla "catena" successiva di distribuzione e vendita che "carica" il prezzo, a volte in modo imbarazzante. "Quest'estate si è allargata senza giustificazioni - sottolinea la Coldiretti - la forbice dei prezzi della frutta fresca tra produzione e consumo. Una situazione che danneggia gli agricoltori costretti a lavorare in perdita, ma - precisa la Coldiretti - anche i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni più vantaggiose". L'associazione degli agricoltori fondata da Paolo Bonomi fa qualche esempio: "Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole all'inizio di agosto le pesche gialle sono state pagate agli agricoltori 31 centesimi al chilo, ma ai consumatori costano in media 1,85 euro al chilo con un ricarico del 496 per cento (sei volte) mentre per le nettarine (pesche noci) sono stati riconosciuti in media 34 centesimi ma il prezzo finale sale a 1,95 con un ricarico del 474 per cento (quasi sei volte). L'Italia - sottolinea la Coldiretti - è il primo produttore mondiale con un raccolto stimato nel 2011 pari a 1,6 milioni di tonnellate, divise quasi a metà tra pesche e nettarine (pesche noci)". Per questo la COldiretti chiede "una assunzione di responsabilità dell'intera filiera che segua il prodotto da quando esce dall'azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati" perché nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c'è sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e consentire acquisti al giusto prezzo per i consumatori".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: