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Guardiola: i contratti lunghi mi danno angoscia

Pep Guardiola, allenatore del Barcellona, ammette che "i contratti lunghi" gli "danno angoscia". I grandi club prendono nota, ma Guardiola non sembra ancora intenzionato a lasciare.

"Non passa giorno senza che pensi che domani potrei andarmene". Sono parole dette da Pep Guardiola, ovvero l'allenatore più vincente, ricco, e invidiato di questi ultimi anni. Il ct del Barcellona si è confessato durante un'intervista fatta per la campagna pubblicitaria del Banco Sabadell, chiamata "Conversazioni sopra il futuro" che verrà trasmessa a partire dal 15 ottobre, e anticipata sul sito spagnolo Marca.com: "I contratti lunghi - ammette Guardiola - mi danno angoscia, preferisco avere la libertà di poter decidere il mio futuro". Un futuro, quello dello spagnolo, che molti club del mondo vorrebbero assicurarsi, anche se nell'intervista non si legge affatto una sua volontà di lasciare i blaugrana. Guardiola si dice però stufo di un calcio ormai rovinato dal fattore puramente commerciale: "Il calcio è un gioco, e lo abbiamo ormai rovinato, ormai è un business, ma dà da vivere a molte persone - aggiungendo - I giocatori però hanno una vera passione e non lo fanno solo per i soldi, come tanti dicono". Per spiegarlo, il tecnico blaugrana spiega: "Vedo i miei calciatori. Se non giocassero al Bernabeu continuerebbero a farlo con i loro amici al parco. Se in allenamento allungo un pallone diventano come matti, si buttano come cani sull'osso". Guardiola parla anche del ruolo dell'allenatore, che lo affascina allo stesso modo di quando giocava a calcio: "Preparare una partita è una delle cose più meravigliose del mio lavoro, come pensare come andrà. Il rapporto con i giocatori è importante, vanno trattati tutti in modo diverso per trarre il meglio da ciascuno", ha concluso il tecnico del Barca.

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