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Galliani: tassa di solidarietà la pagano i calciatori, come tutti

Forse solo voci di corridoio, ma a sentire Adriano Galliani sembra che i calciatori di Serie A non hanno nessuna intenzione di pagare, come tutti gli altri italiani, la tassa di solidarietà. Un argomento scottante quanto imbarazzante.

L'Aic non si è ancora ufficialmente espressa, ma a sentire le parole di Adriano Galliani, Ad del Milan, sembra di capire che forse i calciatori non intendono pagare di tasca propria la tassa di solidarietà prevista nella manovra appena approvata. Forse solo rumors e voci di corridoio, ma Galliani è stato immediatamente molto chiaro al riguardo, affermando che "la tassa di solidarietà, se sarà confermata, la pagheranno i calciatori come tutti gli altri lavoratori italiani". A Skysport 24 Adriano Galliani avverte infatti che "nei prossimi giorni ho paura che questo sarà un tema caldissimo" ma sottolinea che su questo punto "non c'è trattativa". "Se non sono d'accordo facciano pure sciopero - puntualizza Galliani - Io e tanti altri presidenti, che ho già interpellato, non faremo passi indietro". Galliani sottolinea infatti che "i calciatori guadagnano milioni di euro l'anno, non vedo come potrebbero tirarsi indietro di fronte ad un contributo straordinario di solidarietà che si è reso necessario in un momento di grave crisi" domandando forse un po' maliziosamente: "Come lo spiegherebbero ai tifosi?". L'Ad del Milan spiega che i calciatori sono "abituati a non preoccuparsi delle tasse", visto che nei contratti depositati alla Lega viene evidenziato anche il netto chearà da loro percepito, evidenziando però che "questa volta è diverso". Adriano Galliani appare quindi irremovibile. Spera che Damiano Tommasi, presidente dell'Aic, non ingaggi per questo una nuova battaglia, ma precisa che anche se i calciatori avranno invece intenzione di scioperare non ci sarà nulla che farà cambiare idea alle società, ce non possono permettersi di pagare ulteriori tasse. "In caso - conclude Galliani - ci dovranno spiegare perché certi 'signorini' che guadagnano 10 milioni di euro l'anno non vogliono pagare il loro contributo allo Stato". Insomma, il danno di immagine per i calciatori potrebbe essere davvero pesante. E imbarazzante.

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