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Fabrice Muamba addio al calcio: "Sono devastato, ma ringrazio Dio"

Fabrice Muamba, centrocampista del Bolton dà l'addio al calcio anche se non ne aveva nessuna voglia. Crollato in campo per un attacco cardiaco lo scorso marzo, era convinto di poter tornare a giocare. Ma i medici hanno consigliato il contrario.

Fabrice Muamba lascia il calcio, per sempre. Il centrocampista dei Bolton Wanderers che aveva attirato l'attenzione del mondo per un arresto cardiaco in mezzo al campo il 17 marzo scorso, non ha avuto il placet dei medici per tornare a giocare. Lo scorso marzo Fabrice Muamba era crollato sul campo di gioco in una partita di Coppa d'Inghilterra contro il Tottenham. I medici avevano poi specificato che il suo cuore aveva smesso di battere per lunghissimi 78 minuti. Dopo un mese di ospedale e i successivi accertamenti, com'era prevedibile, i medici hanno negato a Fabrice Muamba la possibilità di tornare all'attività agonistica. Fabrice Muamba saluta tutti i tifosi e spiega la situazione direttamente dal sito del Bolton. La decisione del suo ritiro definitivo, sottolinea lo staff del Bolton, è stata data dopo ampie consultazioni con il "top" dei cardiologi nel Regno Unito e in Europa. Muamba però a tornare ad inseguire la palla ci aveva sempre creduto: "Da quando ho avuto l'attacco di cuore e sono stato dimesso dall'ospedale, sono rimasto assolutamente ottimista che un giorno avrei potuto riprendere la mia carriera da calciatore nel Bolton". Il dispiacere di Muamba è forte: "Il calcio è la mia vita sin da quando ero un ragazzo e mi ha dato tante opportunità, al di sopra di ogni cosa mi piace il gioco del calcio e credetemi, sono molto fortunato di aver avuto la possibilità di giocare ai massimi livelli". Fabrice Muamba non dimentica i tifosi, la squadra, la famiglia e Dio: "Mentre la notizia per me è devastante, ho molto di cui essere grato. Ringrazio Dio che sono vivo e mi congratulo ancora con il team medico che non ha mai mollato con me". Phil Gartside presidente del Bolton ha affermato: "Siamo estremamente addolorati dal fatto che Fabrice non sarà in grado di tornare alla sua carriera da giocatore ma dobbiamo rispettare il parere dei medici e fare l'interesse di Fabrice". E cioè, spiega Gartside, "la cosa più importante è che Fabrice e la sua famiglia abbiano il resto della vita davanti a loro".

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