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Calcio scommesse, FIGC: pene per omertosi e centrale anti-rischio

La FIGC si muove per cercare di arginare e il non veder ripetere scandali come quello sul calcio scommesse scoppiato pochi giorni fa, e che potrebbe coinvolgere anche la Serie A. Nuove regole per la giustizia sportiva e maggior collaborazione con gli organi dello Stato, è la parola d'ordine.

Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, Gianni Petrucci, presidente del CONI e il segretario generale, Raffaele Pagnozzi si sono incontrari ieri, senza darne annuncio ai media, per discutere su come poter arginare scandali come quello di cui si sta occupando la Procura di Cremona, che indaga su un giro di calcio scommesse e partite "truccate". Abete, in una intervista a RaiSport, aveva già sottolineato che la linea da seguire sarebbe dovuta essere quella del rafforzamento "della responsabilità" e il far "far venir meno l'omertà" che, aveva sottolineato il presidente della FIGC, "è presente nella società italiana, e anche alle volte nel mondo del calcio". L'intenzione della Federcalcio sembra essere quindi quello di voler inasprire le pene non solo per chi scommette e per chi commette un illecito proprio per favorire il risultato della scommessa ma anche per chi sa, ma non parla. In realtà, ad oggi l'art. 6 del codice di giustizia sportiva vieta già ai tesserati di scommettere, ma il regolamento non prevede finora sanzioni. Una opzione è quella di introdurle ma sembra che si stia pensando di inserire nello stesso articolo anche un comma che preveda l'obbligo di denuncia in caso qualche tesserato venisse a conoscenza dell'illecito in questione. Gli articoli 18 e 19 del codice di giustizia sportiva prevedono già delle pene per chi non sporge denuncia pur venendo a conoscenza di una violanzione, e un'ulteriore idea sarebbe quella di inasprire tali pene. Infine, tra le opzioni che verranno discusse già nel consiglio federale di giovedì prossimo, e forse immediatamente approvate, anche quella di definire un apposito profilo di sanzioni esplicitamente per gli omertosi. Insomma, la FIGC sembra voler sottolineare quanto la Federazione sia distante da comportamenti e scandali simili a quello scoppiato in questi giorni sul calcio scommesse, tanto che si starebbe anche pensando di realizzare una centrale anti-rischio affinché la giustizia sportiva possa collaborare maggiormente e con più semplicità con gli organi competenti dello Stato in situazioni simili, e viceversa. Oggi Giancarlo Abete relazionerà in giunta CONI, dove ribadirà anche la necessità di accelerare l'iter della giustizia sportiva.

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