le notizie che fanno testo, dal 2010

Assocalciatori, Tommasi: riforma giustizia sportiva non è tabù

Al termine del Consiglio direttivo dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi si sofferma in particolare sul tema della riforma della giustizia sportiva e suoi giovani.

Come annunciato in una nota, il Consiglio Direttivo dell'Assocalciatori (AIC) ha affrontato anche il problema legato al calcioscommesse. Il presidente dell'Aic Damiano Tommasi, al termine della riunione, si sofferma dapprima sul tema della riforma della giustizia sportiva, visto che nella prima di campionato hanno giocato anche calciatori indagati o arrestati nelle inchieste sul calcioscommesse, e spiega: "Purtroppo i tempi della giustizia sportiva sono questi: si è iniziato il campionato nonostante ci fossero ancora dei ricorsi di alcune squadre". Tommasi precisa che una riforma della giustizia sportiva non è certo un argomento tabù, ma chiarisce che "per capire come e dove modificare, l'analisi va fatta in un altro momento che non sia ora, nel bel mezzo dei processi". Il presidente dell'AIC sottolinea poi come "l'argomento tra i calciatori sia sentito" e spiega che "molti non capiscono perché un arrestato possa giocare e chi è stato solo ascoltato dalla Procura della Repubblica poi è stato sanzionato dalla giustizia sportiva". Tommasi rivela poi come i giocatori stiano sempre di più "imparando la normativa, quello che è concesso o no - aggiungendo - Alcuni giovani scoprono che firmando il contratto da professionista non possono più scommettere. Nei prossimi mesi insisteremo nella nostra opera di sensibilizzazione nei settori giovanili, lì c'è poca informazione e tanto rischio". E proprio sui giovani Damiano Tommasi si sofferma, sottolineando come sia "sempre più difficile rischiare un giovane, perché sappiamo quanto sia precaria la vita degli allenatori in Italia. Però - auspica il presidente dell'AIC - spero che abbiano il coraggio di lanciare i giovani e farli giocare". Tommasi chiude ricordando che "in Italia la tendenza è investire più sui giovani stranieri che hanno avuto esperienza nei loro campionati e quindi sembrano più avanti. Ma in Italia - ricorda - i giovani ci sono, bisogna solo avere il coraggio di farli giocare e si può arrivare all'obiettivo magari senza obbligare gli allenatori a metterli in campo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: