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Peruzzi, l'ex "cinghiale" minacciato con i resti del mammifero

Angelo Peruzzi, ex portiere della nazionale, ora vicesindaco del comune di Blera, intimidito per la seconda volta da sconosciuti che avrebbero piazzato davanti alla sua proprietà dei resti di cinghiale. L'ex calciatore fu soprannominato allo stesso modo da Angelo Di Livio ai tempi in cui giocava con la Juventus.

Angelo Peruzzi,l'ex portiere di Juventus, Lazio e Roma, attualmente vicesindaco del comune di Blera dopo aver affiancato il ct Marcello Lippi in nazionale fino all'anno scorso, sarebbe stato stato intimidito da sconosciuti che avrebbero lasciato in bella vista proprio sotto una proprietà dell'ex calciatore (azienda agricola di famiglia) delle zampe di cinghiale. Forse "il macabro riferimento" all'animale in questione è dovuto al fatto che Peruzzi, durante la sua carriera, si portò dietro proprio il soprannome di "cinghiale", affibiatogli dall'ex compagno di squadra nella Juve Angelo Di Livio, per via della sua notevole stazza fisica. Questo, infatti, non è il primo episodio di quella che sembra avere tutta l'aria di una minaccia nei confronti di Peruzzi. La prima volta, qualche mese fa, trovò addirittura una testa di cinghiale proprio di fronte la sua abitazione. L'accaduto spinse il campione del mondo 2006 a far installare delle telecamere di fronte ai cancelli. E dev'essere forse stato proprio questo il motivo per cui ora gli autori del gesto avrebbero scelto di prendere di mira un'altra proprietà dell'ex portiere, frequentata dai suoi figli. Scontata la denuncia ai carabinieri, il vicesindaco non ha comunque voluto rilasciare dichiarazioni, mentre ha espresso la sua solidarietà Pierluigi Sandoletti, assessore all'Urbanistica e all'Edilizia al comune di Blera, in provincia di Viterbo: "Esprimiamo solidarietà e vicinanza al vicesindaco Angelo Peruzzi, che a causa della massima serietà con cui svolge il compito di amministratore, è fatto oggetto di minacce, avvertimenti e intimidazioni - aggiungendo - Abbiamo a che fare con persone spregiudicate, bracconieri, incivili, che non si curano minimamente degli effetti delle loro azioni possono avere sulla serenità della famiglia di Peruzzi, della moglie e dei loro figli di 9 e 14 anni".

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