le notizie che fanno testo, dal 2010

Aic: report su violenze a calciatori. Le leggi ci sono, ma non sono applicate

L'AIC ha presentato il Report "Calciatori sotto tiro", sulle violenze e le minacce ai danni dei calciatori. Damiano Tommasi spiega che il report deve essere "un punto di partenza per cambiare mentalità ed invertire un trend che fa apparire come 'normale' la contestazione, la minaccia e la violenza come parte integrante della professione del calciatore". Fabio Poli invece denuncia come "in Italia leggi efficaci ci sono, purtroppo non c'è la certezza della loro applicazione".

L'AIC ha presentato il 6 giugno nella sala del Consiglio Federale il Report "Calciatori sotto tiro", il primo rapporto "destinato ad accendere una luce sui fatti che accadono dentro e fuori dal campo" perché "non è normale rischiare l’incolumità fisica per un risultato, o subire umiliazioni e violenze psicologiche perché il rendimento non è quello atteso" come spiega Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione italiana calciatori. Il Rapporto analizza i casi di intimidazioni, minacce e violenza subiti da calciatori professionisti e dilettanti nel corso della stagione 2013/14, esaminandone la provenienza geografica, culturale, sportiva e sociale, nonché la tipologia di episodi che, troppo spesso, sono catalogati come "effetti collaterali" del lavoro del calciatore. "Questo Rapporto - ha spiegato Tommasi - non vuole solamente mostrare un lato negativo del mondo del calcio, ma essere un punto di partenza per cambiare mentalità ed invertire un trend che fa apparire come 'normale' la contestazione, la minaccia e la violenza come parte integrante della professione del calciatore".

Pierpaolo Romani, coordinatore di Avviso Pubblico che ha collaborato alla stesura del Report "Calciatori sotto tiro", spiega: "Abbiamo cercato di censire, in un arco temporale di una intera stagione, tutti quegli episodi che solitamente fanno notizia solo pochi giorni per poi finire nel dimenticatoio. Tra i molti dati analizzati balza certamente all'occhio che le intimidazioni sono rivolte in percentuale più all'intera squadra (65%) che al singolo calciatore (35%), e che la minaccia arrivi nel 47% dei casi dai propri tifosi". Il dato più eclatante arriva dalle tipologie degli episodi segnalati dai calciatori: la maggior parte (35%) riguarda la violenza fisica subìta, seguita da insulti e minacce (28%) e da striscioni (13%). Il Direttore organizzativo AIC Fabio Poli sottolinea invece che la stesura del rapporto è stata anche l'occasione per "studiare il quadro normativo italiano per capire se il tanto decantato modello inglese sia così distante. - denunciando - In realtà in Italia leggi efficaci ci sono, purtroppo non c'è la certezza della loro applicazione".

Ha partecipato alla presentazione del report anche Filippo Fossati, deputato del PD, che ammette: "La politica deve uscire dall'emergenza su questo tema - perché - Non si possono annunciare drastici provvedimenti e giri di vite a margine di un episodio grave, per poi fare un passo indietro. Ci vuole un attimo di riflessione, cercando di studiare il fenomeno coinvolgendo tutti i soggetti, dai calciatori ai responsabili dell'ordine pubblico, a chi lavora nelle istituzioni del calcio fino ai tifosi stessi. - aggiungendo - La parte repressiva è importante, ma se dobbiamo investire investiamo sulla parte investigativa: i tornelli agli stadi, la tessera del tifoso e i daspo avranno una loro validità, ma la parte investigativa ci servirebbe invece per capire le connessioni del calcio con la criminalità organizzata".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: