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Cyberbullismo: PD presenta ddl. Ripartire dalla scuola, e dall'istruzione

Il PD presenta un disegno di legge per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo che prevede, oltre all'obbligo di rimozione di post lesivi, anche corsi di formazione per gli insegnanti perché è fondamentale partire dalla scuola per affrontare globalmente il problema. Senza dimenticare però che oltre l'80% delle popolazione italiana è affetta da analfabetismo funzionale.

Dopo l'ennesimo caso di suicidio di una ragazzina, forse vittima di insulti sul web, il PD presenta ed incardina in Senato, in Commissione Affari costituzionali, un disegno di legge per la prevenzione e il contrasto al cyber-bullismo. "E' un'accelerazione positiva, siamo di fronte ad un'emergenza e non possiamo perdere tempo" sottolinea la prima firmataria Elena Ferrara, senatrice del Partito Democratico e componente delle Commissioni Istruzione e Diritti Umani, richiamando i colleghi "alla massima celerità" sul provvedimento. Ferrara spiega: "Dopo aver vissuto il dramma del suicidio di una mia ex alunna di 14 anni, a gennaio 2013, e a fronte dell'ultimo drammatico gesto analogo di una ragazzina di Venaria, faccio appello al Parlamento perché ci si confronti sul tema del contrasto al bullismo in rete, affinché già all'inizio del prossimo scolastico possano partire le misure di formazione e di contrasto al fenomeno e per dotare l'Italia di una legge che metta a sistema l'educazione per la sicurezza in rete". Il disegno di legge, spiega la senatrice PD, "rafforza e coordina gli strumenti giuridici già esistenti a tutela dei minori e dei loro dati sensibili, prevede che i post lesivi vengano rimossi entro 24 ore su richiesta dei genitori o di chi ha responsabilità del minore. In caso di mancato rispetto della richiesta, il Garante per la protezione dei dati personali provvede entro 48 ore". Il ddl inoltre promuove linee guida di intervento e corsi di formazione per gli insegnanti volti ad assicurare la presenza di un referente in ogni scuola perché "l'educazione all'uso consapevole della rete - conclude Ferrara - deve assumere continuità curricolare, responsabilizzando gli stessi alunni ad assumere condotte di legalità e solidarietà".

"I fenomeni di cyberbullismo coinvolgono in particolare i giovani e i social network ed è per questo che è fondamentale partire dalla scuola per affrontare globalmente il problema" sottolinea anche la senatrice dem Rosa Maria Di Giorgi cofirmataria del ddl e membro della Commissione Cultura e Istruzione di Palazzo Madama, aggiungendo: "Servono percorsi che coinvolgano studenti, insegnanti e famiglie, perché da un lato si educhino i ragazzi ai rischi connessi a un utilizzo deviante della rete e dall'altro si diano strumenti per comprendere situazioni potenzialmente a rischio e per intervenire con cognizione di causa". Senza dimenticare, però, che oltre l'80% delle popolazione italiana è affetta da analfabetismo funzionale, cioè "non è in grado di compiere ragionamenti lineari e fare inferenze di media complessità estraendo e combinando le informazioni fornite in testi poco più che elementari". Anche per questo, per combattere il cyberbullismo bisognerebbe ripartire prima di tutto dall'istruzione.

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