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Borgo d'Ale: vittima di bullismo sul luogo di lavoro. Si impicca un 26enne

Dietro il suicidio di un ragazzo di 26 anni potrebbe nascondersi l'ombra del bullismo. Andrea Natali, un giovane di Borgo d'Ale, paese in provincia di Vercelli, si è tolto la vita impiccandosi nella sua stanza, nella casa dove abitava con i genitori. Natali aveva sporto denuncia per bullismo ad aprile 2014, e un suo ex collega di lavoro era stato indagato, ma il processo non è ancora iniziato.

Dietro il suicidio di un ragazzo di 26 anni potrebbe nascondersi l'ombra del bullismo. Andrea Natali, un giovane di Borgo d'Ale, paese in provincia di Vercelli, si è tolto la vita impiccandosi nella sua stanza, nella casa dove abitava con i genitori. Natali si era presentato in questura a Biella il 10 aprile 2014 per denunciare episodi di bullismo, ma è dal 22 ottobre del 2013 che non usciva più di casa, se non accompagnato. Il coraggio di presentare denuncia Andrea Natali l'ha trovato dopo essersi confidato con una psicologa, a cui aveva raccontato di essere rimasto vittima di pesanti e continui atti di bullismo sul luogo di lavoro, i quali venivano inoltre filmati o fotografati e postati su Youtube e Facebook. La goccia che aveva fatto trabboccare il vaso è accaduta proprio quel 22 ottobre del 2013 quando Andrea Natali, come racconta il padre, "è tornato a casa fuori di sé, non riusciva a parlare ma solo a urlare. Da quel giorno a noi non ha più detto niente di quel che gli era accaduto e non ha più voluto presentarsi al lavoro né uscire di casa". Il 26enne aveva trovato un lavoro come meccanico a Borgo d'Ale e dopo la denuncia alla Polizia Postale è stato indagato un ex collega di lavoro di Andrea Natali. I video e le foto postate sui social media sono state rimosse e Federico Natali, il padre della vittima, sottolinea: "La polizia non ha avuto il coraggio di farmi vedere tutto. So solo che più volte mio figlio è stato gettato nel bidone dell'immondizia, fotografato e filmato. Ci sono anche cose più pesanti ma non mi sono state riferite e io non ho avuto il coraggio di guardarle sul computer". La notizia che l'ex collega di lavoro di Andrea Natali sarebbe andato a processo (non ancora cominciato) non ha però sollevato l'umore del 26enne, forse caduto nella spirale della depressione. Si ipotizza quindi che la decisione di togliersi la vita possa essere collegata a questi "scherzi umilianti e pesanti", come li definisce Federico Natali. La Procura di Vercelli ha quindi aperto un nuovo fascicolo, per il momento senza indagati e ipotesi di reato, che si aggiunge a quello aperto da oltre un anno per il bullismo. "Lui era un buono, troppo buono: sono sicuro che sarebbe stato disposto anche a perdonare chi lo tormentava. Non ne ha avuto il tempo" ricorda il padre di Andrea Natali, chiarendo: "Anche io non voglio che adesso qualcuno vada in galera per questa brutta storia: voglio solo che i responsabili paghino, paghino con quello che hanno e che i soldi vadano in beneficenza alle associazioni dei volontari di Borgo d'Ale".

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