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Paul Allen: Google, Tu quoque, Brute, fili mi!

Le aziende multimiliardarie come Google, Yahoo e Facebook sono state citate in tribunale da Paul Allen per la violazione di alcuni brevetti. Google risponde stizzito e la rete etichetta Paul Allen, patrigno, volenti o nolenti anche di Google, come un "patent troll".

Paul Allen non è certo un uomo poco intelligente. Nato nel 1953 è colui che nel 1975 con Bill Gates, geniale hacker non solo del software, ha fondato la Microsoft, una delle madri di "un pc in ogni casa" e del mondo come lo conosciamo oggi. Multimiliardario (secondo Forbes nel 2009 nuotava in un capitale pari a circa 16 miliardi di dollari) nel 2000 lascia Microsoft e investe in tantissime società che "fanno cose e vedono gente" (cose importanti e gente che dopo pochi anni diventano qualcuno). Oggi Paul Allen viene riscoperto dai suoi "figli" dell'informatica come un "patent troll" un essere che vive nel rivendicare la proprietà di brevetti a discapito delle grandi aziende. Insomma, una specie di sfasciaziende che si attacca ai cavilli per chiedere una transazione che non è altro che un "pizzo". Questa etichetta di "patent troll" gli è stata appiccicata per il fatto di aver citato negli scorsi giorni aziende del calibro di Google, Youtube, Facebook, Apple, eBay, AOL, Yahoo (e altre) per aver usato impropriamente, a suo dire, dei brevetti di una sua società (e think tank) la "Interval Research", laboratorio pionieristico fondato nel 1992 e chiuso nel 2000 che ha al suo attivo oltre 300 brevetti. Soprattutto da Google questa causa è stata presa come lesa maestà dicendo in sostanza che sfortunatamente è un trend diffuso andare in tribunale invece di produrre innovazione. Parole dure. Ma fu proprio Paul Allen e la sua Interval Research ad aiutare Google quando stava nascendo. Tu quoque, Brute, fili mi!

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