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Teofilo Stevenson muore a 60 anni: ma non i suoi ideali

Cuba piange il pugile Teofilo Stevenson, che rifiutò 5 milioni di dollari offerti per sfidare il campione mondiale dei pesi massimi Muhammad Ali. Accettare quei soldi avrebbe significato tradire i suoi ideali.

Cuba, ma non solo, piange Teofilo Stevenson, orgoglioso simbolo del dilettantismo, come della rivoluzione castrista.
Teofilo Stevenson è morto, infatti, all'età di 60 anni, l'11 giugno scorso, stroncato da un infarto, nella sua L'Avana.
Il pugile Teofilo Stevenson, campione nei pesi massimi, non rimarrà però nella storia solo per i tre ori vinti a Monaco di Baviera nel 1972, a Montréal nel 1976 e a Mosca nel 1980, e neanche per le attrettate medaglie d'oro ai Campionati Mondiali di L'Avana nel 1974, di Belgrado nel 1978 e di Reno nel 1986. In realtà Teofilo Stevenson avrebbe potuto facilmente vincere anche una quarta medaglia alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, ma Cuba fu coinvolta nel boicottaggio di quell'edizione decisa dall'Unione Sovietica, che rispose alla non partecipazione degli Stati Uniti di 4 anni prima, quando i giochi Olimpici furono organizzati in URSS.
E' stato infatti proprio l'amore per la sua Cuba a far diventare leggenda un campione, quando rifiutò ben cinque milioni di dollari per sfidare il campione mondiale dei pesi massimi Muhammad Ali. Accettare avrebbe significato passare alla boxe professionistica, e tradire gli ideali di Cuba.
Celebre è rimasta infatti la risposta del pugile: "Cosa valgono cinque milioni di dollari, quando ho l'amore di otto milioni di cubani?".
Anni dopo Teofilo Stevenson confermò di non non aver mai avuto un solo rimpianto per non essersi battuto con Ali, ribadendo: "Io devo tutto a Cuba, ed al mio popolo. E' della mia gente che si deve parlare, della sua grande umanità, del suo valore. Io ho solo seguito ciò che ritenevo giusto e che mi ha reso un campione. Devo tutto al mio popolo, e di lui, quindi di Cuba, si deve parlare".
Ora è Cuba che parla, e ricorda, il pugile, così come Francesco Damiani, l'unico che riuscì a sconfiggere Teofilo Stevenson dopo 11 anni di vittorie consecutive, nel corso dei Campionati mondiali di pugilato dilettanti del 1982, disputati nella Germania Ovest.
Damiani ammette che "grazie alla vittoria di Monaco sono esploso come pugile, è stato il mio trampolino di lancio - raccontando commosso - Il ricordo più bello, però, non è legato tanto a quel momento, ma a un'emozione successiva. Una volta, qualche anno fa, mostrai a Stevenson una registrazione del nostro incontro che lui non aveva mai visto. Alla fine mi disse: Non credevo di aver perso così nettamente. Quelle parole, dette da lui, sono state il più bel complimento che ho mai ricevuto".
L'umanità, invece, riceve da Teofilo Stevenson, uno dei più grandi insegnamenti, quello di continuare a credere nei propri ideali.

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