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Rischio botulino? ISS presenta le Linee Guida per conserve fatte in casa

Le conserve alimentari fatte in casa tornano di moda, ma in tanti temono il rischio botulino per quelle sottovuoto o sott'olio. "Soprattutto nelle nuove ricette di conserve, talvolta definite 'light', che si nascondono le maggiori insidie e i rischi per la salute del consumatore" spiega Fabrizio Anniballi dell'ISS, autore delle Linee Guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico.

C'è una conserva per ogni stagione, ma in tanti hanno timore del sottovuoto (o sott'olio) a causa del botulino. L'Istituto Superiore di Sanità attraverso il Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo ha pubblicato quindi per la prima volta in Italia le Linee Guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico. Il volume è stato realizzato dal Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo dell'ISS in collaborazione con la Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-alimentari e Ambientali dell'Università di Teramo e con il Centro Antiveleni di Pavia. Le Linee guida per le conserve fatte in casa senza rischio botulino ha come obiettivo quello di fornire indicazioni sulle corrette pratiche di preparazione delle stesse in ambito domestico ponendo l'accento sulla necessità di applicare determinati trattamenti per ottenere un prodotto sicuro. Fabrizio Anniballi dell'ISS, uno dei curatori delle Linee Guida, sottolinea: "La prevenzione e la comunicazione del rischio rappresentano due capisaldi della mission del Centro Nazionale di Riferimento per il Botulismo (CNRB), che sempre più spesso riceve dal pubblico, richieste di chiarimenti in merito alla preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico". Annibali spiega: "Negli ultimi anni, infatti, sta riemergendo tra la popolazione ed in particolare tra i giovani, la voglia di cimentarsi sia nella preparazione di conserve basate su ricette tradizionali tramandate di padre in figlio, sia nella sperimentazione di nuove soluzioni. - ma evidenzia - E' soprattutto nella sperimentazione di nuove ricette, talvolta definite 'light', che si nascondono le maggiori insidie e i rischi per la salute del consumatore. Infatti, queste spesso prevedono bassi quantitativi di agenti protettivi come l'aceto, lo zucchero e il sale, non tengono conto dei rischi associati al loro consumo e sono ampiamente divulgate e pubblicizzate in rete nelle innumerevoli pagine web e blog dedicati.

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