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USA rende "intelligente" la sua bomba atomica e ne estende vita per altri 20 anni

Gli Stati Uniti hanno dato il via, dopo 4 anni di lavoro e test, alla fase di post-engineering della bomba atomica B61-12. La vita della bomba nucleare USA (la prima versione è del 1968) sarà infatti estesa per altri 20 anni, con un costo complessivo che potrebbe sfiorare il trilione di dollari. L'Italia ospita almeno una 70ina di bombe atomiche B61 nelle basi NATO di Aviano e Ghedi.

Mentre circa una persona su nove nel mondo soffre la fame (rapporto 2015 dell'ONU), gli Stati Uniti spenderanno 355 miliardi di dollari entro il 2023 per modernizzare il proprio arsenale nucleare. L'ok arriva dall'amministrazione Obama, ma i critici sostengono che la spesa per le nuove bombe atomiche potrebbe addirittura raggiungere il trilione di dollari.

Nonostante il Trattato di non proliferazione nucleare si basi sui principi di disarmo, non proliferazione e uso pacifico del nucleare, gli Stati Uniti si apprestano ad allungare di altri 20 anni la vita della bomba atomica all'idrogeno B61. La National Nuclear Security Administration (NNSA), dopo 4 anni di lavoro (e di test), ha dato infatti il via alla fase di post-engineering.

La prima versione della bomba nucleare B61 è stata commissionata nel 1968. Da allora gli USA hanno sempre proseguito il suo sviluppo, aggiornandola con i modelli 3,4,7,11 ed infine 12. In sostanza la nuova B61-12 LEP (life extension program) statunitense si trasformerà definitivamente da bomba atomica a caduta libera in bomba "intelligente", se mai può essere usato tale aggettivo per un arma in grado di sganciare fino a 340 chilotoni.

Da rammentare che l'Italia ospita complessivamente almeno una 70ina di bombe atomiche B61 nelle basi NATO di Aviano (circa 50 testate) e Ghedi, che verranno mano a mano sostituite con la versione più recente. E questo nonostante sempre il Trattato di non proliferazione nucleare stabilisce, all'articolo 2, che "ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, (..) si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente".

A giugno invece un report del Nuclear Information Service (NIS) aveva svelato che anche il Regno Unito sta segretamente aggiornando il proprio arsenale atomico Trident con tanto di sviluppo di nuova testata nucleare.

Molto critico Rob van Riet, il coordinatore per programma di disarmo presso il World Future Council Foundation che all'agenzia russa Sputnik sottolinea che "la decisione di estendere la durata della vita delle bombe atomiche è contro ogni logica riguardo la sicurezza nucleare e il disarmo" ricordando che "queste armi sono un residuo della guerra fredda".

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