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Body Scanner: Fiumicino e Malpensa riprendono la sperimentazione

I body scanner tornano in sperimentazione con nuove macchine e nuovi software direttamente dagli USA. Ma proprio nel Paese di "massima sicurezza" scoppiano sempre più forti le polemiche per la propria "intimità", e per i sospetti danni al DNA delle onde utilizzate in alcuni apparecchi.

I "body scanner" a volte ritornano. Arrivano a Fiumicino e a Malpensa nuovi "security scanner" (piano piano il "body" sparirà, le parole sono importanti...) dagli USA per la ripartenza della sperimentazione, fortemente voluta dal Governo italiano e dal ministro dell'Interno. Roberto Maroni crede molto ai "body scanner" tanto da dire nel giugno dell'anno scorso che "a fine luglio li installeremo progressivamente in tutti i luoghi dove è possibile provocare esplosioni". I body scanner sono una tecnologia certamente invasiva dal punto di vista della privacy delle persone (nel senso antico dell'"intimità" di questo termine) visto che, con delle tecnologie molto discusse, soprattutto negli Stati Uniti, "svelano" la persona "sotto i vestiti". Queste macchine sono in grado letteralmente di vedere al di sotto delle vesti per scovare alcuni tipi di materiali che potrebbero essere delle armi (ma non tutti i materiali, ovviamente): il risultato però è che dietro lo schermo dell'operatore si appare virtualmente "nudi". Attenzione, nudi con tutte le "sicurezze" del caso visto che la stessa Enac ricorda che i body scanner usati in Italia "garantiscono la privacy in quanto le immagini visualizzate sugli schermi degli operatori sono stilizzate, non archiviabili, e vengono utilizzate solo ed esclusivamente nel momento del passaggio per il rilievo di eventuali oggetti indosso al passeggero". Ma i dubbi e le diffidenze (almeno nel pudore) sono (ancora) lecite ed è comunque imbarazzante per tante persone farsi scannerizzare ogni millimetro di pelle. Intanto la sperimentazione dal 9 maggio partirà a Roma Fiumicino mentre dal 13 maggio inizierà allo scalo di Milano Malpensa. Per quanto riguarda il modello del body scanner in sperimentazione, si tratta dello "L3 ProVision". Come comunica l'Enac in una nota "si tratta di macchinari che utilizzano tecnologia ad onde millimetriche attive, già impiegati nella prima fase della sperimentazione che si è svolta nel 2010, e che ora vengono nuovamente sperimentati con un software aggiornato". L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile rassicura che "la messa a punto verrà realizzata nel rispetto di quanto stabilito dalla Comunità Europea relativamente alla salute e alla privacy dei passeggeri". La sperimentazione durerà due mesi e "prevederà, in particolare, la verifica del nuovo aggiornamento del software già utilizzato di recente sui security scanner in alcuni dei principali aeroporti degli Stati Uniti d'America". Importante anche il fatto che l'Enac ricordi che "tutti i security scanner sperimentati nel nostro Paese non presentano alcuna controindicazione per la salute". Ma proprio negli Stati Uniti d'America infuria la polemica. A parte il trend da "Grande Fratello" che sta trasformando la libera circolazione in un calvario di controlli sempre più "fisici" e invasivi, negli Stati Uniti si discute dei possibili danni alla salute. Per alcuni scienziati i body scanner potrebbero infatti causare dei seri problemi al DNA a causa delle onde ad altissima frequenza utilizzate in molti body scanner. Un esempio per tutti è l'interessante studio di B. S. Alexandrov, V. Gelev, e altri chiamato "DNA Breathing Dynamics in the Presence of a Terahertz Field" (Physics Letters A, Volume 374, Issue 10, 2010 http://is.gd/SWSSPX).

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