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Blog non è stampa clandestina: la Cassazione "fa giurisprudenza"

I blog non sono stampa clandestina e non devono registrarsi al Tribunale per diventare testate giornalistiche: storica sentenza della Cassazione che "traccia la strada in un settore ancora non regolamentato" (tranne che dalla Costituzione).

I blog, anche quelli giornalistici, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo perché si è concluso un procedimento giudiziario unico nel suo genere nel mondo, anche se a quanto pare non in Italia.
La terza sezione della Cassazione ha infatti ribaltato le sentenze di primo e secondo grado che condannavano il giornalista, scrittore e blogger siciliano Carlo Ruta al reato di stampa clandestina.
La Cassazione sancisce che un blog non rientra nella lista dei prodotti editoriali e quindi assolve il giornalista Carlo Ruta "senza rinvio perché il fatto non sussiste".
Carlo Ruta scriveva sul blog "Accade in Sicilia" (ormai chiuso), dove riportava informazioni e documentazioni anche su accadimenti mafiosi. Un magistrato si era sentito offeso per quanto scritto dal gionalista, denunciandolo per diffamazione e per stampa clandestina. Nel 2008 il Tribunale di Modica lo condanna per entrambi i capi di imputazione, e in particolare veniva sottolineato come il blog rappresentasse un vero "prodotto editoriale" in base alla legge n. 62 del 2001, e che quindi sarebbe dovuto essere registrato presto il Tribunale competente per la legge sulla stampa periodica, n. 47 dell'8 febbraio 1948.
La sentenza di primo grado fu poi confermata in Appello nel 2011 dal Tribunale di Catania, gettando tra l'altro nel panico migliaia di blogger che rischiavano di dover chiudere da un giorno all'altro, nonostante l'articolo 21 della Costituzione sancisce che "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".
La sentenza della Cassazione, quindi, pare ristabilire le regole, e soprattutto l'assunto che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", anche internet.
Il difensore di Carlo Ruta, Giuseppe Arnone, sottolinea infatti "l'importanza della sentenza perché fa giurisprudenza", come riporta l'Ansa, visto che "traccia la strada in un settore ancora non regolamentato - spiegando - Nella mia arringa ho sottolineato che imporre un giornalista come direttore responsabile ad ogni blog significherebbe sterminare i blog: pochi potrebbero sopportarne il costo. E' vero che una legge del 2001 prevede che i notiziari web siano registrati come testata, ma questo obbligo riguarda solo quei notiziari web che chiedono finanziamenti pubblici e che pertanto devono avere una consistenza strutturale. I giudici della Cassazione hanno mostrato buon senso e apertura ai valori della libertà di pensiero e di espressione".
Una sentenza che potrebbe "far giurisprudenza" anche nel caso della Web TV PNBOX (http://www.pnbox.tv/), una piattaforma di aggregazione e pubblicazione di contenuti audiovisivi, denunciata presso la Procura di Pordenone dal Consiglio regionale dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia per esercizio abusivo della professione di giornalista.
Come riporta "il Fatto Quotidiano" (http://is.gd/ix4xCW), il gestore di PNBOX è imputato perché, non avendo registrato la piattaforma come testata giornalistica e non essendo iscritto all'Ordine, avrebbe svolto "attività giornalistica non occasionale diffondendo gratuitamente notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale specie riguardo ad avvenimenti di attualità politica e spettacolo relativi soprattutto alla provincia di Pordenone".
Tralasciando ancora una volta l'articolo 21 della Costituzione, diversi commentatori fanno notare però, prima di tutto, che se il gestore di PNBOX venisse condannato, anche altri "aggregatori", per citarne uno su tutti Youtube di Google, potrebbero rischiare la stessa sorte. Non per niente, è la linea difensiva adottata anche da Kim Dotcom, che ha visto la chiusura del portale di file sharing MegaUpload, dove il gestore metteva a disposizione uno spazio server, ma non creava contenuti.

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