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Coldiretti: frodi su prodotti biologici? 60 per cento italiani le teme

La Guardia di finanza di Verona scopre una megatruffa nel settore dei prodotti biologici e la Coldiretti fa notare che le "frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci che le considerano più gravi di quelle fiscali".

La Guardia di finanza di Verona scopre una megatruffa nel settore dei prodotti biologici, con i militari che arrivano a sequestrare ben 700mila tonnellate di prodotti alimentari che venivano commercializzati con l'etichetta "bio". La vendita di questi prodotti equivale ad un decimo dell'intero mercato nazionale, senza contare un presunto giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro. Sulla vicenda interviene il Codacons, che chiede l'aumento dei "controlli nel settore alimentare a tutela dei cittadini", con Francesco Tanasi, Segretario Nazionale, che sottolinea come non bisogna dimenticare che "chi spende di più per un prodotto biologico deve avere l'assoluta certezza che esso sia realmente tale". Chi sceglie un prodotto biologico, infatti, pensa in primo luogo alla propria salute, e infatti le "frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci (60 per cento) che le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari", come sottolinea in una nota la Coldiretti, in base ad una sua indagine in collaborazione con Swg, in occasione della seconda Giornata nazionale anticontraffazione. La Coldiretti ricorda proprio il megasequestro della Guardia di finanza "di prodotti che sarebbero stati distribuiti con etichetta 'biologico' provenienti da Paesi terzi come la Romania e destinati ad altro tipo di alimentazione o semplicemente frutto di coltivazioni normali". "Secondo il primo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia realizzata da Coldiretti e Eurispes - spiega la nota - il volume d'affari delle agromafie, ovvero delle attività della criminalità organizzata nel settore agroalimentare, ammonta oggi a 12,5 miliardi di euro (il 5,6% dell'intero business criminale)", chiarendo che "spesso la criminalità si avvantaggia della mancanza di trasparenza nei flussi commerciali e nell'informazione ai consumatori". La Coldiretti avvisa quindi che "anche alla luce dell'aumento record del 49 per cento delle importazioni di prodotti biologici, che nel 2010 hanno raggiunto addirittura quasi i 74 milioni di chili, è importante introdurre al più presto il marchio per il biologico italiano", per cercare di evitare quei rischi legati al crescente allungarsi della filiera e all'aumento degli intermediari che si frappongono tra produttore e consumatore, e invece favorire l'acquisto "direttamente dai produttori agricoli o nelle botteghe e mercati degli agricoltori di campagna amica".

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