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Biologico: consumo alimentari "bio" aumenta del 12 per cento

La Coldiretti certifica la voglia di "bio" degli italiani che, in controdendenza nei confronti dell'andamento generale, scelgono sempre più il "biologico". Alla "qualità della tavola" gli italiani non rinunciano.

Il cibo "biologico" vive un vero e proprio successo nelle scelte dei consumatori, sempre più attenti a quello che mangiano (complici anche le periodiche emergenze sulla sicurezza alimentare).
Vale sicuramente sempre il verso illuminato di Pino Daniele "dieta mediterranea e ti fa bene ma a che ti serve se ti fai le pere", ma alcuni sostengono che unire ad abitudini di vita errate del cibo di migliore qualità non è certo una cosa sbagliata.
Sarà forse per questo, ma i dati che diffonde Coldiretti parlano chiaro: "in netta controtendenza rispetto all'andamento generale aumentano in media del 12,1 per cento i consumi di prodotti alimentari biologici con punte del 17 per cento per pasta e del 24,3 per cento per il latte fresco". ù L'analisi della Coldiretti è derivata "sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi dieci mesi del 2010 sui prodotti biologici confezionati dopo il calo rilevato dall'Istat per il commercio al dettaglio" e nella stessa nota dell'organizzazione degli agricoltori si legge che "A trainare le vendite del biologico, con aumenti compresi tra il 16 per cento e il 20 per cento è il comparto dei cereali e derivati (pasta, pane e sostituti, biscotti, dolciumi e snack), ad eccezione del riso che cede invece l'8,5 per cento. Per l'ortofrutta fresca e trasformata, la crescita, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, è stata del 5,5 per cento, con punte del 76,5 per cento per le melanzane, del 15,2 per cento per le mele e del 11,8 per cento per le zucchine mentre si segnalano riduzioni del 6,4 per cento per i pomodori e del 4,4 per cento per le pere". Quelle pere che però fanno bene.

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