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Milano, gambe, bici, ferrovia e cancelletti: 4 maggio Mobilità Nuova

A Milano il 4 maggio 2013 dalla Stazione Centrale al via l'invasione pacifica dei "quattro perni" per una mobilità nuova, e cioè "l'uso delle gambe; l'uso delle bici; l'uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l'uso occasionale dell'auto privata (sostituita in tutti i casi in cui è possibile da car sharing, car pooling, taxi)". In altre parole, pedoni pedali e pendolari uniti a Milano perché "L'Italia Cambia Strada".

La nuova Italia tra cancelletti e biciclette, questa potrebbe essere la sintesi dei posteri per le iniziative che uniscono social network e quella che si potrebbe definire, nel flusso della moda linguistica corrente "social mobility". Fatto sta che, soprattutto nelle metropoli dove non si erano mai viste in mezzo al traffico così tante biciclette, si ricomincia a pensare che spostarsi con le due ruote "a pedali" potrebbe essere una soluzione a molti problemi. Ma è ovvio che la convivenza tra un sistema basato sulle automobili e una seppur "pacifica" ed ecosostenibile invasione di bicilclette non è sicuramente felice. Per questo serve una "mobilità nuova", anzi, una #mobilitànuova, sostenuta e pensata da #salvaciclisti, che hanno come sottotitolo "città a misura di bicicletta". Il 4 Maggio 2013 (duemila e credici, scherzano gli organizzatori) i ciclisti per la mobilità nuova si riuniranno a Milano, alle 14 e 30 in Piazza Duca D'Aosta (Stazione Centrale) perché "L'Italia Cambia Strada" come recita lo slogan della manifestazione. "Pedoni, Pedali e Pendolari uniti per modificare il modello di mobilità vigente spostando le risorse pubbliche laddove si spostano le persone" dice una nota dell'evento che, in una pagina di adesione alla giornata, spiega meglio: "La #MobilitàNuova si propone di avviare una trasformazione e una rigenerazione della società che va molto al di là della semplice trasformazione degli stili di mobilità individuale e punta a un deciso ridimensionamento del binomio auto + altavelocità. Una scelta, quest'ultima, egoista, dispendiosa, vecchia e inefficiente, che produce inquinamento, incidentalità stradale, danni sanitari, congestione, consumo di suolo e sprawling, aggressione al patrimonio storico, artistico e paesaggistico, iniquità sociale, alienazione e inaridimento delle relazioni sociali". La Rete Mobilità Nuova quindi argomenta: "Al contrario una #MobilitàNuova che ruota attorno a quattro perni - l'uso delle gambe; l'uso delle bici; l'uso del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria; l'uso occasionale dell'auto privata (sostituita in tutti i casi in cui è possibile da car sharing, car pooling, taxi) - modifica lo spazio pubblico e la sua destinazione d'uso, rafforza i legami comunitari tra le persone e tra le persone e il luogo dove vivono, studiano e lavorano, stimola un'economia agroalimentare basata sul km0, crea lavoro stabile, contribuisce a far crescere la percezione di sicurezza attraverso strade e piazze più vissute e frequentate. In altre parole rende le città e il territorio più bello e migliora la qualità della vita." Sono molte le associazioni che aderiscono all'iniziativa, tra le quali LIBERA, Il Touring Club Italiano, Slow Food, Coldiretti, Legambiente, Fiab, ecc.

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