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Aumenti prezzi benzina e diesel: per ogni litro 1,060 euro è di tasse

"Mentre le quotazioni internazioni del petrolio sono in costante discesa, i prezzi dei carburanti alla pompa in Italia sono attualmente i più alti d'Europa" denuncia il Codacons, puntando il dito contro "la tassazione record che vige su benzina e gasolio" tanto che "oggi per ogni litro di benzina acquistato, 1,060 euro se ne va in tasse". Eppure, il governo Renzi nella legge di stabilità 2015 ha inserito come clausola di salvaguardia l'aulteriore aumento di IVA e accise.

Prezzi della benzina e del diesel alle stelle in Italia. Il Codacons denuncia infatti che "mentre le quotazioni internazioni del petrolio sono in costante discesa, con il greggio Wti oggi sotto la soglia dei 77 dollari al barile e il Brent che perde lo 0,6% a 82,3 dollari, i prezzi dei carburanti alla pompa in Italia sono attualmente i più alti d'Europa". L'associazione per i consumatori punta il dito contro "la tassazione record che vige su benzina e gasolio" visto che "gli automobilisti italiani sono senza dubbio i più tartassati d'Europa sul fronte dei carburanti". Il Codacons spiega infatti che "per benzina e gasolio pagano listini sensibilmente più elevati rispetto agli altri paesi europei" visto che "oggi la verde costa in Italia mediamente 1,725 euro al litro, contro una media europea di 1,401 euro; ciò significa che gli italiani pagano mediamente un litro di benzina 0,32 euro in più rispetto agli automobilisti europei, con una maggiore spesa su base annua pari a 384 euro". Il Codacons sottolinea infatti che "oggi per ogni litro di benzina acquistato, 1,060 euro se ne va in tasse". Carlo Rienzi, presidente dell'associazione, afferma: "E' giunta l’ora di rivedere la tassazione sui carburanti. Il governo non può più pensare, come hanno fatto tutti i precedenti esecutivi, di utilizzare gli automobilisti come sportelli bancomat, sempre aperti quando serve liquidità da reperire. E' una vergogna che gli italiani siano costretti ancora a pagare tasse per guerre, terremoti ed alluvioni del passato, attraverso il perverso meccanismo delle accise di scopo che finiscono nel dimenticatoio ingrassando le casse dello Stato a discapito dei consumatori, sempre più impoveriti da una pressione fiscale insostenibile". Nessuna vergogna e ripensamento invece finora dal governo Renzi, che nella legge di stabilità 2015 ha inserito come clausola di salvaguardia, oltre che l'ulteriore aumento dell'IVA, anche quello delle accise.

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