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USA: batterio "sfuggito" da laboratorio biosicurezza. Forse infettato agente federale

Un pericoloso, potenzialmente mortale, tipo di batterio che vive nel suolo e nell'acqua, classificato come un potenziale agente di bioterrorismo, è "sfuggito" dal laboratorio di massima sicurezza Tulane National Primate Research Center in Louisiana (Stati Uniti). Infettate 4 scimmie e forse anche un agente federale che stava indagando sulla "fuoriuscita" del batterio.

Un pericoloso, potenzialmente mortale, tipo di batterio che vive nel suolo e nell'acqua è "sfuggito" dal laboratorio di massima sicurezza Tulane National Primate Research Center in Louisiana. A riportare per primo la notizia USA Today che sottolinea come "nonostante settimane di indagine da parte di più agenzie federali e statali, le cause che hanno portato alla fuoriuscita (del batterio dal laboratorio, ndr) e l'estensione della contaminazione rimangono sconosciute". USA Today spiega che il batterio, classificato come un potenziale agente di bioterrorismo, sarebbe "uscito" dal laboratorio probabilmente a novembre 2014, e forse anche prima. Il batterio in questione sarebbe il Burkholderia pseudomallei, portatore di una malattia infettiva e contagiosa dei topi, trasmissibile all'uomo attraverso il contatto diretto con il suolo contaminato e l'acqua, dove l'agente patogeno può vivere e crescere. Il Burkholederia pseudomallei si trova principalmente nelle zone a clima temperato, in Asia meridionale, America centrale e nel nord dell'Australia. La ricerca condotta nei laboratori di Tulane, attualmente fermata dai funzionari federali, farebbe parte di uno sforzo per sviluppare un vaccino contro tale batteri.

USA Today sottolinea che la ricerca "è stata condotta per lo più con i roditori all'interno di un laboratorio di biosicurezza di livello 3, con strati multipli di dispositivi di sicurezza che avrebbero dovuto garantire la non fuoriuscita dell'agente patogeno". Anche se funzionari del centro di Tulane assicurano però che "non vi è alcun rischio per le persone", USA Today riporta che almeno quattro Macaco Rhesus sarebbero stati infettati dallo stesso ceppo del batterio (Strain 1026b) che il laboratorio utilizzava per le sue ricerche, nonostante queste scimmie "non siano mai state utilizzate negli esperimenti e fossero tenute in grandi gabbie all'aria aperta in un'altra parte della struttura grande 500 acri". Due di questi macachi, infettati a novembre scorso, sono stati sopressi. Anche "un investigatore federale, che si è ammalato 24 ore dopo aver visitato il centro di Tulane in gennaio nell'ambito delle indagini sulla fuoriuscita (dell'agente partogeno, ndr), è risultato positivo al batterio". L'agente federale aveva infatti sviluppato degli anticorpi che indicano una possibile esposizione pregressa o in corso al Burkholderia pseudomallei. Non è ancora stato accertato, però, se l'infezione è avvenuta proprio nel laboratorio o durante uno dei suoi viaggi internazionali. L'uomo è in via di guarigione.

Andrew Lackner, direttore del Tulane National Primate Research Center, ammette che stanno ancora "cercando di capire come sia potuta accadere" la fuoriuscita del batterio dai laboratori, precisando però che i test condotti su 39 campioni di suolo e su 13 campioni di acqua del centro hanno dato esito negativo, cioè non hanno rilevato la presenza dei batteri. USA Today sottolinea però che l'Ufficio del Governatore della Louisiana appare preoccupato visto che il 20 febbraio scorso ha inviato una lettera all'Agenzia per la protezione dell'ambiente statunitense dove chiedeva "se il bestiame e gli animali domestici sono a rischio". Il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), che sta conducendo le indagini sulla possibile violazione del laboratorio, rassicura sul fatto però che "non c'è nessuna minaccia conosciuta per la salute pubblica". Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, al contrario, appare più prudente poiché in una email ad USA Today precisa che l'organizzazione "sta ancora valutando se esiste un rischio per l'agricoltura della Louisiana". La ricerca condotta dal Tulane National Primate Research Center rimarrà sospesa fino a quando le indagini sulla possibile violazione del laboratorio saranno completate e gli eventuali problemi di contaminazione saranno risolti.

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