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Scoperto super batterio resistente a tutti gli antibiotici. Colpa del DNA

Visto che una fetta di popolazione analfabeta funzionale continua ancora oggi, nonostante le molteplici campagne d'informazione, ad assumere antibiotici anche per un raffreddore era solo questione di tempo la scoperta di un super batterio (in questo caso dell'Escherichia coli) resistente a tutti i tipi di antibiotici, anche quelli di "ultima ratio" come la colistina (o polimixina E).

Gli antibiotici hanno i giorni contati. Visto che una fetta di popolazione analfabeta funzionale (la stragrande maggioranza) continua ancora oggi, nonostante le molteplici campagne d'informazione, ad assumere antibiotici anche per un raffreddore i batteri si sono organizzati ed evoluti per essere sempre più resistenti, almeno ai farmaci tradizionali.

Negli Stati Uniti infatti è stata individuata una persona (ma quante ce ne saranno già in giro per il mondo?) portatrice di batteri resistenti agli antibiotici di "ultima ratio" (quelli che si utilizzano pur sapendo che gli effetti collaterali potrebbero essere peggiori dell'infezione stessa). Si tratta di un ceppo dell'Escherichia coli resistente ad ogni tipo di antibiotico attualmente in commercio. Questo ceppo di Escherichia coli è stato trovato il mese scorso nell'urina di una donna 49enne della Pennsylvania, e la scoperta ha impressionato i medici perché il batterio non è stato distrutto nemmeno dalla colistina (o polimixina E), antibiotico di norma efficace contro la maggior parte dei batteri Gram-negativi ma soprattutto in grado di contrastare, almeno finora, i cosiddetti "batteri da incubo" CRE (enterobatteri resistenti ai carbapenemi), considerati "una delle tre più grandi minacce per la salute umana" secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità perché uccidono fino al 50% dei pazienti che si infettano.

La colistina è però un farmaco vecchio di decenni non prescritto abitualmente a causa della sua elevata nefrotossicità (cioè è tossico per i reni), restando comunque uno degli antibiotici di ultima scelta da utilizzare nei casi di infezioni da batteri multiresistenti.

E' la prima volta che questo ceppo colistina resistente è stato trovato in una persona negli Stati Uniti, mentre si registrano già altri casi in Cina e persino in Europa come riporta il Washington Post. Per evitare una possibile diffusione di questo ceppo di Escherichia coli il CDC americano sta cercando di scoprire come la donna abbia contratto il super batterio e se altre persone con cui ha avuto contatti sono ne sono ugualmente portatrici. Il ceppo di Escherichia coli è un batterio contenente plasmidi, piccoli filamenti circolari di DNA, che gli hanno conferito la resistenza agli antibiotici o farmaci in generale (plasmide R). I batteri che sviluppano la resistenza agli antibiotici in questo modo sono molto pericolosi perché i plasmidi sono in grado di fare copie di se stessi trasferendo così il gene della resistenza agli antibiotici anche ad altri batteri della stessa o di altre famiglie senza necessità di "evoluzione".

Già diversi esperti della sanità pubblica statunitense avvertono che se i batteri resistenti continueranno a diffondersi anche le più banali infezioni potrebbero mettere in pericolo di vita un paziente perché le cure mediche (quelle della medicina allopatica) risulteranno inefficaci.

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