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NBA, stagione a rischio. Giocatori rifiutano "ultimatum inaccettabile"

L'ultima riunione tra i rappresentanti dei giocatori e i proprietari dei club del campionato di basket americano NBA non ha dato i frutti sperati e, dopo il lockout che ha cancellato già oltre cento partite, ora si rischia l'intera stagione. I presidenti delle squadre hanno effettuato un'ultima proposta, rifiutata dai giocatori e giudicata come "un ultimatum inaccettabile" e "un tremendo passo indietro".

La calma e il buon senso reclamato dal Presidente Barack Obama non sembra esser stato recepito. Nell'ultima ed ennesima riunione, utile ad arrivare all'accordo per il nuovo contratto collettivo tra squadre e giocatori del campionato di basket americano NBA, è stato infatti effettuato un ulteriore passo indietro. I giocatori hanno definito come "un ultimatum inaccettabile" l'ultima offerta avanzata dai club che vorrebbero ripartire il business dal 50 e 50, al 47 per i giocatori e il resto alle società. Si fa sempre più concreto, quindi, il rischio che venga annullato l'intero campionato, già slittato a causa di un lunghissimo lockout che ha cancellato oltre cento partite. Billy Hunter, capo del sindacato dei giocatori, si ritiene "maledettamente deluso" di quanto poco i presidenti abbiano fatto per sbloccare la situazione, giudicando l'ultima offerta come "un tremendo passo indietro". Allo stesso modo perde di ottimismo anche David Stern, capo della federazione formata dai presidenti, che fino a pochi giorni fa si diceva convinto che la stagione di NBA si sarebbe giocata, seppur riducendo il numero di partite. Il commissario NBA sottolinea come la possibilità di riprendere la stagione equivalga a buttare al vento tutto il lavoro fatto sinora. In poche parole Stern giudica questa possibilità come "una vera tragedia".

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