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NBA: "lockout" continua. Ma anche il basket USA è a rischio "default"

Lo sciopero dell'NBA continua per la terza settimana e non sembra che ci siano schiarite all'orizzonte. Anzi, le notizie che arrivano sono di licenziamenti e di un passivo di 300 milioni di dollari.

Mentre gli Stati Uniti d'America sfiorano una debacle finanziaria con un tracollo che non sarebbe "solo" un tragico "default" ma la fine del "sistema americano" che abbiamo conosciuto sino ad oggi, l'NBA di Basket rimane fermo, in sciopero, per la terza settimana. La stagione ormai rischia di saltare e non sembra che questo "lockout" possa essere risolto da un semplice accordo come nel 1998, quando, quasi per gli stessi motivi (leggi soldi) il circo del basket americano si fermò. Ma poi però ripartì. In queste settimane non è stato quindi trovato nessun accordo tra la lega dei giocatori e quella dei proprietari (http://is.gd/mpdoqW) ma quel che è peggio (e che non fa sperare per una "ripartenza") è il fatto che si stia progressivamente sfaldando tutto il sistema organizzativo dell'NBA. La National Basketball Association ha infatti dichiarato che le perdite ammontano a circa 300 milioni di dollari ed ha annunciato il licenziamento di 114 persone, pari al dieci per cento del personale attivo. Una situazione molto pesante che sta facendo pensare a molte stelle del basket USA di "emigrare" in Europa, o in qualsiasi altra parte del mondo, dove si possa ancora giocare a basket e, in sostanza, continuare a lavorare.

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