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UE: primo ok a garanzie per banche italiane. Ma non per ricapitalizzazione

L'Italia incassa il primo via libera allo schema di sostegno per le banche in balia delle turbolenze dei mercati nel dopo Brexit. Si tratta però di un sistema di garanzie che potranno utilizzare solo le banche solvibili che si trovano in crisi di liquidità. Nessuna ricapitalizzazione delle banche, perché Angela Merkel ha già chiarito che non è possibile "ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancari".

Angela Merkel aveva avvisato l'Italia che non è possibile "ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancari". Lo schema al sostegno per le banche italiane in balia delle turbolenze dei mercati nel dopo Brexit, di cui c'è stato il prima via libera dalla Commissione europea, è infatti già usato in diversi Paesi. E non mette in sicuro il sistema bancario nel suo complesso.

Il provvedimento infatti prevede uno schema di garanzie statali che può arrivare fino a 150 miliardi di euro ma solo per le banche solvibili che, per qualche ragione (tipo corsa agli sportelli, il cui rischio è stato paventato da Juncker) si trovano in crisi di liquidità. Tale garanzia statale è solo una "misura precauzionale", viene chiarito, e sarà autorizzata fino al 31 dicembre 2016. In caso di scarsa liquidità le banche solvibili potranno quindi emettere nuovo debito senior (non convertibile in azioni dell'istituto di credito), il quale sarà garantito dallo Stato. La richiesta del governo all'UE è motivata dal fatto che "davanti alle turbolenze dei mercati finanziari dei giorni scorsi" si è reso opportuno "ipotizzare tutti gli scenari, anche i più improbabili, per essere pronto a intervenire a tutela dei risparmiatori".

Questi 150 miliardi di euro non potranno invece essere utilizzati come strumento di ricapitalizzazione delle banche, poiché per la norma del bail-in figuerebbe come un aiuto di Stato e la cancelliera tedesca ha già chiarito che le regole non possono essere cambiate.

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