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Standard and Poor's taglia rating Italia, causa "incertezza politica"

Standard and Poor's taglia il rating dell'Italia, con un outlook negativo. Ciò vuol dire che vi è ancora meno fiducia sul fatto che lo Stato italiano riuscirà a ripagare il debito pubblico accumulato. E questo perché, spiega l'agenzia di rating, "l'incertezza politica" italiana potrebbe far mancare gli obiettivi prefissati.

Il governo, e i mercati, avevano tirato solo pochi giorni fa un sospiro di sollievo nell'apprendere che Moody's aveva deciso di rinviare ad ottobre l'analisi sull'Italia ed ecco che una nuova tegola cade sul Paese. Dopo che Moody's avverte che la manovra da 54 miliardi di euro rischia di avere conseguenze negative sul rating di Regioni, Province e Comuni, poiché destabilizza i bilanci degli enti locali, ecco che nella nottata Standard & Poor's comunica di aver tagliato il rating sul debito italiano, che passa da A+ ad A, con un outlook negativo che sta a significare che nel prossimo periodo ci potrebbe essere un ulteriore downgrade. Ciò vuol dire che vi è ancora meno fiducia sul fatto che lo Stato italiano riuscirà a ripagare il debito pubblico accumulato. Per Standard & Poor's, infatti, le autorità italiane "rimangono riluttanti" ad affrontare i problemi, "come gli ostacoli strutturali alla crescita, il basso tasso di partecipazione al lavoro e mercati dei servizi e del lavoro troppo strettamente regolati". S&P spiega, attraverso un comunicato, che il taglio del rating è stato causato anche perché "la fragile coalizione di governo e le differenze politiche all'interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare la capacità dell'esecutivo di rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile". Secondo Standard and Poor's gli obiettivi annunciati dal governo saranno infatti "difficili da raggiungere" poiché "il tentativo di risposta politica dell'esecutivo italiano alle recenti pressioni dei mercati suggerisce il prosieguo di una incertezza politica sui mezzi con cui affrontare le sfide economiche dell'Italia". L'agenzia di rating rimane quindi dubbiosa riguardo i provvedimenti adottati in manovra, che "riusciranno probabilmente a fare ben poco per rilanciare le performance di crescita dell'Italia", come si legge nella nota di Standard & Poor's, che sottolinea come "una crescita economica più debole probabilmente limiterà l'efficacia del programma di consolidamento del bilancio in Italia". Il declassamento e il monito di S&P che, in conclusione, avverte di poter ulteriormente "abbassare nuovamente il rating di lungo e breve termine" dell'Italia, mette in allarme chi questa mattina avrà gli occhi puntati solo su Piazza Affari, che probabilmente non aprirà (e presumibilmente neanche chiuderà) in rialzo. Il resto degli italiani, invece, vede già all'orizzonte l'avvicinarsi minaccioso di un'altra manovra correttiva, che si dirà necessaria naturalmente perché "la disgregazione dell'euro porterà alla disgregazione dell'Europa", come ha ribadito la cancelliera Angela Merkel.

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