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Obbligo POS, M5S: servizio sia gratuito. NCD: la banca guadagna due volte

Dopo che il 30 giugno è scattato l'obbligo del POS per imprese e professionisti, diversi eponenti politici hanno criticato il provvedimento a causa degli elevti costi di gestione ed utilizzo della moneta elettronica. Maurizio Sacconi del Nuovo centrodestra riflette: "Oggi la banca guadagna due volte, in termini di entrate da servizio e di minori costi di gestione. Ne basta una".

Dopo che il 30 giugno è scattato l'obbligo del POS per imprese e professionisti, diversi eponenti politici (oltre che associazioni di settore) hanno sostenuto la propria contrarietà al provvedimento, da molti considerato come un "ennesimo regalo alle banche" come denuncia per esempio Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia. Ad essere criticati, infatti, soprattutto gli elevati costi di gestione ed utilizzo del POS per imprese e professionisti, che variano dai "quasi 600 euro all'anno e costi di operazione che in alcuni tipi di attività (al netto delle spese) azzerano i guadagni" evidenziati dal MoVimento 5 Stelle ai "circa 1.200 euro" calcolati dalla Cgia di Mestre. "O il servizio è gratuito oppure non sarà altro che l'ennesimo balzello sui piccoli imprenditori, in favore delle banche. Il Movimento 5 Stelle ha presentato tempo fa una risoluzione in Commissione Finanze per fermare questa ingiustizia" si legge in una nota del gruppo M5S alla Camera. Anche il Nuovo centrodestra invita "il governo a negoziare con il sistema creditizio la gratuità della moneta elettronica per eliminare il costo di transazione dei bancomat (Pos)", con Maurizio Sacconi che riflette: "Lo scambio può riguardare da un lato gli incentivi all'uso dei pagamenti elettronici e dall'altro il risparmio per le banche degli oneri di gestione del contante che nel complesso superano ancora i 10 miliardi. - evidenziando - Oggi insomma la banca guadagna due volte, in termini di entrate da servizio e di minori costi di gestione. Ne basta una".

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