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Moody's taglia rating Portogallo: è junk. Come la Grecia

Moody's taglia di ben 4 note il rating del debito sovrano del Portogallo, portandolo a "junk" (spazzatura), come quello della Grecia. Inoltre, ha assegnato al Paese un outlook negativo, che sta a significare che Moody's non esclude ulteriori tagli.

Le agenzie di rating, in quest'ultimo periodo, fanno sempre più notizia. E anche se la cancelliera tedesca Angela Merkel afferma che non si dovrebbe fare troppo affidamento alle loro valutazioni, il fatto che oggi Moody's abbia tagliato il rating al debito sovrano del Portogallo a "junk" (spazzatura), come quello della Grecia, fa comunque una certa impressione. Soprattutto a quei tanti cittadini che cominciano a temere che presto gli ormai celebri "piani di auterità" possano estendersi pian piano a macchia d'olio e diventare la normalità, e chissà per quanto tempo. Anche in Italia, nonostante le innumerevoli rassicurazioni, è stata infatti necessaria una manovra correttiva da 47 miliardi di euro, che oltretutto introduce provvedimenti mai presi prima dal nostro Paese, come la revisione per fasce delle rivalutazioni delle pensioni ma che in molti considerano seccamente come uno "stop" delle rivalutazioni, che quindi si ripercuoterà negli anni a venire. Tornando al Portogallo, Moody's le ha tagliato il rating sovrano a lungo termine di ben quattro note, tanto che il Paese è passato dal livello "Baa1" a "Ba2". Inoltre, al Portogallo è stato anche assegnato l'outlook negativo, che sta a significare che Moody's non esclude ulteriori tagli. L'agenzia di rating spiega in una nota che tale decisione è stata presa perché vi è il "crescente rischio che il Portogallo chiederà un secondo round di finanziamenti internazionali prima che possa tornare sul mercato privato, e dell'aumento delle possibilità che verrà chiesta come pre-condizione la partecipazione del settore privato". Inoltre Moody's evidenzia "il timore che il Portogallo non riuscirà a centrare pienamente gli obiettivi di riduzione del deficit e di stabilizzazione del debito fissati nel quadro dell'accordo con Unione europea e Fondo monetario internazionale".

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