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G20 Sidney: aumento PIL del 2% in 5 anni. Ma crescita ancora lenta

Nella relazione finale del vertice G20 di Sydney, viene sottoscritto l'impegno "ad attuare politiche che puntino a far aumentare il PIL del 2% rispetto alla traiettoria di crescita attuale nei prossimi cinque anni", anche se si specifica che "la crescita è ancora al di sotto dei tassi necessari per ottenere un ritorno in posti di lavoro e rispondere alle aspirazioni di sviluppo dei cittadini".

"Ci impegniamo ad attuare politiche che puntino a far aumentare il PIL del 2% rispetto alla traiettoria di crescita attuale nei prossimi cinque anni" si legge nel comunicato finale del vertice G20 di Sydney, che ha visto riunirsi i ministri delle Finanze e i Governatori delle banche centrali. Un risultato che potrebbe tradursi in "2.000 miliardi di dollari di attività economica" in più. L'obiettivo del G20, comunque, dovrà essere raggiunto sempre attraverso delle "misure" che camminino di pari passo ad "un contesto di sostenibilità di bilancio". Il rappresentanti del G20 sottolineano poi che nonostante "i recenti miglioramenti, l'economia globale è lungi dal raggiungere una crescita sostenibile ed equilibrata", anche perché "la crescita è ancora al di sotto dei tassi necessari per ottenere un ritorno in posti di lavoro e rispondere alle aspirazioni di sviluppo dei cittadini". Dal G20 un monito diretto alle banche centrali affinché mantengano come impegno una "impostazioni di politica monetaria che continui ad essere attentamente calibrata e chiaramente comunicata, nel contesto diun continuo scambio di informazioni", sottolineando che le banche devono essere "consapevoli degli impatti sull'economia globale". I rappresentanti del G20, inoltre, precisano che "la flessibilità del tasso di cambio può anche facilitare l'adeguamento delle nostre economie". "Dobbiamo essere impegnati a creare un clima che facilita maggiori investimenti, in particolare per le infrastrutture e le piccole e medie imprese. Questo è fondamentale per una crescita più forte nel breve e medio termine" si legge ancora nella relazione del G20. I membri del G20 sostengono inoltre "il Common Reporting Standard per un automatico scambio di informazioni fiscali sulla base della reciprocità con tutte le parti interessate, tra cui le nostre istituzioni finanziarie", aggiungedo che viene auspicato l'inizio dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale tra Paesi del G20 entro la fine del 2015" e per questo viene chiesta "la rapida adozione di tale norma in quelle giurisdizioni che sono in grado di farlo".

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