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Fitch: downgrade Italia entro gennaio. Grecia? Default certo

Prima di Mario Monti il declassamento del rating, lo spread, i rendimenti sembravano preoccupare, tanto che si è dovuto cambiare il governo. Ora la situazione è la stessa, ma l'ansia sembra essere passata. Eppure Fitch annuncia un nostro downgrade entro gennaio.

L'arrivo di Mario Monti al governo, fortemente voluto da Giorgio Napolitano, sembrava essere essenziale per la salvezza del Paese, descritto fino a quel momento allo sbando. Prima di Mario Monti le agenzie di rating ci declassavano, lo spread tra Btp e Bund saliva e i rendimenti toccavano il 7 per cento, e l'Italia si preoccupava e protestava perché questi erano i segni evidenti dell'inizio di una catastrofe, cioè il default. Con Mario Monti, però, niente sembra essere cambiato, Standard & Poor's ci ha continuato a declassare, Fitch annuncia che ci sono ottime probabilità che lo farà entro fine gennaio e lo spread è continuato a salire, così come i rendimenti. Unica differenza, sembra che tutto ciò non sia più così importante, perché ora la governo ci sono i "tecnici" e loro sanno cosa devono fare, come sembra spiegarsi la gente. Intanto il piano di austerità in Italia non è stato solo annunciato ma varato (e Standard & Poor's precisa che è proprio l'austerity a generare crisi, e non il debito sovrano), ma a differenza della Romania qui la preoccupazione non pare regnare sovrana. Ognuno sembra continuare a guardare solo al proprio orto (che però è in realtà solo il balconcino di casa in cui qualcuno sta cominciando a piantare pomodori e insalata) ignorando la disperazione del vicino, come quella della Grecia, dove il tasso dei suicidi è spaventosamente aumentanto, i bambini vengono abbandonati dai genitori perché non più in grado di sfamarli e il "default è certo", come assicura Fitch.

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