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Dl competitività 2014, Meloni: nessun emendamento per cancellare anatocismo

Giorgia Meloni e Guido Crosetto, di Fratelli d'Italia, sottolineano che "nonostante le rassicurazioni di autorevoli esponenti del PD dei giorni scorsi, dai relatori del dl competitività 2014 nessun emendamento è stato presentato per cancellare la vergogna dell'anatocismo bancario e far pagare agli italiani gli interessi sugli interessi".

"Nonostante le rassicurazioni di autorevoli esponenti del PD dei giorni scorsi, dai relatori del dl competitività nessun emendamento per cancellare la vergogna dell'anatocismo e far pagare agli italiani gli interessi sugli interessi" lamenta in una nota il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, aggiungendo contrariata: "Almeno ora è chiaro con quali soldi gli istituti di credito pagheranno le fantomatiche tasse che questo governo si vanta di aver messo". La Meloni quindi conclude: "Gli amici delle banche colpiscono ancora: favori ai potenti sulla pelle degli italiani. Che schifo". Anche Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, condivide il giudizio di Giorgia Meloni, ricordando: "Il governo Renzi ha il dovere di mantenere la parola data pubblicamente da autorevoli esponenti dei partiti che lo sostengono, cancellando dal decreto legge sulla competitività la surrettizia reintroduzione dell’anatocismo. - rammentando - Con la denuncia di Giorgia Meloni, noi di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale siamo stati i primi a sollevare il problema il giorno dopo la presentazione del decreto e tutti hanno avuto la premura di spiegarci che era una svista, un errore e che noi facevamo polemica sul nulla". Anche Francesco Boccia, deputato del PD e presidente della commissione Bilancio della Camera, pochi giorni fa ha però dovuto ammettere: "Fino all’audizione del capo del servizio di stabilità di Bankitalia, Gobbi, pensavo che la reintroduzione dell’anatocismo fosse dovuta a un errore. Dopo averne ascoltato le gravi dichiarazioni, temo non sia così"

Crosetto quindi chiarisce: "Il tempo è ora passato, ma la norma rimane e lancia questo messaggio negativo a milioni di famiglie e aziende: 'I vostri interessi, che collimano con quelli della Nazione, valgono meno di quelli di qualche banca'. - concludendo - Voglio continuare a sperare che si tratti solo della quotidiana superficialità con la quale alcuni esponenti di questo esecutivo svolgono il loro ruolo. Ma volendo concedere il beneficio del dubbio alla consapevolezza del Presidente del Consiglio Renzi, lo invito ad intervenire in prima persona per cancellare questa assurdità". Adusbef e Federconsumatori, invece, aveano "invitato" direttamente Giorgio Napolitano a muoversi affinché "l'anatocismo sia espunto una volta per tutte dal nostro ordinamento". Per il momento, neache il Capo dello Stato sembra però aver fatto alcuna pressione affinché venga cancellata dal dl imprese questa "vera e propria pratica usuraria", come definita dalle due associazioni per i consumatori.

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