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Decreto salva banche: pensionato si suicida a Civitavecchia

Il decreto salva banche, che azzerando le obbligazioni subordinate ha consentito la sopravvivenza di quattro istituti di credito in crisi quali Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, ha causato il suicidio di un pensionato di Civitavecchia.

Il governo Renzi oltre ad avere sulla coscienza circa 130mila risparmiatori ora avrà anche un morto. Il decreto salva banche, che azzerando le obbligazioni subordinate ha consentito la sopravvivenza di quattro istituti di credito in crisi quali Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, ha infatti causato il suicidio di un pensionato di Civitavecchia. Luigino D'Angelo, 68 anni operaio dell'Enel ora in pensione, ha lasciato una lettera autografa per spiegare la decisione che lo ha portato ad impiccarsi al balconcino interno della sua casa: "Non mi hanno rimborsato le obbligazioni, la banca sta fallendo. Così ho perso tutti i risparmi". Erano circa 110mila euro, investiti in obbligazioni subordinate emesse da Banca dell'Etruria (di cui è vicepresidente il papà del ministro Maria Elena Boschi). La tragedia è avvenuta il 28 novembre scorso (il decreto del governo è del 22) ma solo ieri il sito online EtruriaNews.it ha diffuso la notizia. La vicenda è all'attenzione della Procura di Civitavecchia, che avrebbe trovato nel pc dell'uomo la documentazione con cui Luigino D'Angelo chiedeva nelle settimane passate delucidazioni sulle sue obbligazioni. Stando a quanto si apprende, la banca non avrebbe mai risposto. Gli investigatori si sarebbero già recati nella filiale per sentire il direttore e i funzionari.

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