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Bonifici dall'estero: tassa del 20%. Petizione: Matteo Renzi abolisca norma

Beppe Grillo dal suo blog rilancia una notizia che sta già mettendo in allarme i contribuenti italiani, e non. Dal 1 febbraio 2014, infatti, per i bonifici dall'estero verrà applicata una tassa del 20%, che sarà sottratta automaticamente dall'importo dalla Banca che la girerà all'Agenzia dell'Entrate. La tassa del 20% sui bonifici dall'estero "non si applica alle persone fisiche che ricevono bonifici nell'ambito della propria attività d'impresa o di lavoro autonomo". L'onore della prova spetta al contribuente. In una petizione si chiede a Matteo Renzi di abolire la norma.

Beppe Grillo dal suo blog rilancia una notizia che sta già mettendo in allarme i contribuenti italiani, e non. Tra gli ultimi interventi del governo Letta c'è infatti un provvedimento che prevede per "chi riceve un bonifico dall'estero" una "decurtazione del 20% alla fonte, quindi attraverso la Banca, che girerà l'importo all'Agenzia delle Entrate", come riassume il leader del MoVimento 5 Stelle. Questa sorta di "ritenuta d'acconto alla fonte", che Beppe Grillo chiama eloquentemente "pizzo" è automatica, ed è già entrata in vigore, dal 1 febbraio 2014 perché prevista dall'articolo 4 del dl n. 197/90 modificato dalla legge 97/2013.

Le banche sono quindi obbligate dal 1 febbraio ad applicare la maxi ritenuta del 20% sui bonifici esteri poiché il governo ha deciso di "considerare ogni flusso di denaro proveniente dall'estero e diretto a persone fisiche italiane come una componente reddituale imponibile" come scrive Francesco Tamburini su Il Fatto Quotidiano. Per fortuna, tale tassa del 20% sui bonifici dall'estero "non si applica alle persone fisiche che ricevono bonifici nell'ambito della propria attività d'impresa o di lavoro autonomo, oppure quando la riscossione non avviene tramite l'intervento di un intermediario finanziario". In tutti gli altri casi, sarà invece onere del contribuente dimostrare, per chiedere la restituzione dell'imposta, che le somme non hanno natura di "compenso reddituale". Come si legge nel provvedimento, infatti, "il prelievo va in ogni caso effettuato, indipendentemente da un incarico alla riscossione, a meno che il contribuente non attesti, mediante un'autocertificazione resa in forma libera, che i flussi non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all'estero o da attività estere di natura finanziaria".

In una petizione pubblicata su internet che chiede al Presidente del Consiglio (e quindi a Matteo Renzi) di abolire la norma, si riflette inoltre sul fatto che "questo provvedimento, oltre ad andare in direzione contraria di quanto sta accadendo nel resto d'Europa dove si tende a tassare di più il patrimonio che non il reddito" va "contro lo spirito dei Trattati dell'Unione Europea (Art. 63 TFUE - sono vietate tutte le restrizioni sui pagamenti tra Stati membri, nonché tra Stati membri e paesi terzi), nonché delle convenzioni siglate dall'Italia per evitare la doppia imposizione fiscale, dato che si presuppone che il danaro trasferito sia già stato soggetto a tassazione nel paese d'origine".

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