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BCE aiuta banche offrendo denaro a costo zero. Ma tassi in Italia sono da "usura", denuncia Federconsumatori

"La BCE paga le banche, compresi gli Istituiti di credito italiani, offrendo 80 miliardi di euro al mese di liquidità con il QE a tasso zero, per consentire loro di saccheggiare i consumatori, specie in Italia, con tassi di interessi che non sono considerati usurari se arrivano a superare il 24% per alcune tipologie di prestiti", denuncia in una nota Federconsumatori.

"La BCE paga le banche, compresi gli Istituiti di credito italiani, offrendo 80 miliardi di euro al mese di liquidità con il QE a tasso zero, per consentire loro di saccheggiare i consumatori, specie in Italia, con tassi di interessi che non sono considerati usurari se arrivano a superare il 24% per alcune tipologie di prestiti. - denuncia Federconsumatori - E mentre l'EURIBOR (per mutui e prestiti indicizzati), ad 1 mese registra -0.33%; a 3 mesi -0.24%; a 6 mesi -0.13%; le banche, che non adeguano i mutui a tasso variabile accampando codicilli, clausole contrattuali capestro e pretesti, possono applicare il tasso variabile del 2,72%, nel trimestre 1 aprile - 30 giugno 2016, sull'intera distribuzione, senza sconfinare nel reato di usura, se qualche intermediato dovesse praticare il tasso del 7,4 %."
La federazione dei consumatori evidenzia: "Con l'EURIRS (indice per mutui e prestiti a tasso fisso) attestato a 5 anni allo 0.07%; a 10 anni allo 0.62%; allo 0.96% a 15 anni; l'1,09% a 20 anni; l'1,13% a 30 anni, le banche operanti in Italia, possono praticare i tassi fissi del 3,39% sull'intera distribuzione, senza commettere il reato di usura ai sensi della legge 108/96 se qualche banca dovesse praticare il tasso dell'8,2375 per cento. Come si legge, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha emanato con Decreto Ministeriale del 24 marzo 2016 i tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull'usura n. 108 del 1996 in vigore per il periodo 1 aprile - 30 giugno 2016, tassi soglia calcolati secondo il meccanismo introdotto dal decreto legge del 13 maggio 2011, n. 70 in vigore dal 14 maggio 2011."
"Secondo tali tabelle, le banche che non remunerano più i depositi continuando a far pagare costi di gestione dei conti correnti privi di convenzione, con spese annue medie di 318 euro, contro una media UE di 114 euro, hanno piena facoltà di saccheggio su famiglie ed imprese, praticando tassi di interessi globali medi, per le aperture di credito fino a 5.000 euro (11,53% ); 9,41% oltre i 5.000 euro; gli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro il 16,09% (tassi soglia 24,0900 ); 14,78% oltre 1.500 euro (tassi soglia il 22,4750% ); anticipi e sconti il 9,80% fino a 5.000 euro (tassi soglia 16,2500% ); il 7,64% da 5.000 a 100.000 (13,5500% tassi soglia ); il 4,66 % oltre 100.000 euro (tassi soglia 9,8250% )" si prosegue.
"Per prestiti e crediti personali intera distribuzione, le banche esigono i tassi del 10,65% (tassi soglia il 17,3125% ); per altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese (intera distribuzione) chiedono il 10,30% con tassi soglia del 16,8750% ), mentre per i crediti erogati privi di sofferenza perché ultra garantiti, come i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, pretendono il 12,16% per finanziamenti fino a 5.000 euro (tasso soglia il 19,2000% ); il 10,79% oltre i 5.000 euro, con il tasso soglia che potrebbe arrivare al 17,48755%, senza incappare nel reato di usura" si diffonde in conclusione.

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