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Nel 2011 vende BTP italiani: Deutsche Bank indagata per aver manipolato il mercato. E i governi?

La procura di Trani ha indagato la Deutsche Bank per manipolazione di mercato, in merito alla vendita dei titoli di Stato italiani (Btp) nel 2011. Poco dopo Silvio Berlusconi fu costretto a dimettersi e da allora l'Italia non ha più avuto un governo democraticamente eletto. Il filone di inchiesta contro Deutsche Bank appare parallelo al processo contro le agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch.

La Procura di Trani ha indagato la Deutsche Bank, assieme agli ex vertici del gruppo, per manipolazione di mercato. L'inchiesta punta a fare luce sulle imponenti operazioni dal valore totale di circa 7 miliardi di euro che la banca tedesca ha effettuato sui titoli di Stato italiani tra il gennaio e il giugno del 2011. Era l'epoca dello spread alle stelle e del rischio che l'Italia andasse in default, tanto che pochi mesi dopo il premier Silvio Berlusconi è stato costretto a dimettersi. Al leader dell'allora Popolo della libertà è quindi succeduto un governo tecnico mai eletto dai cittadini ma voluto da Re Giorgio: in fretta e furia infatti Napolitano nominò senatore a vita prima e Presidente del Consiglio poi Mario Monti. Un vulnus della democrazia che ha segnato profondamente la vita politica (e non solo) del nostro Paese, tanto che ancora a Palazzo Chigi siede un governo non eletto ma che stranamente sta (e)seguendo quanto scritto nella famosa lettera a firma Jean-Claude Trichet e Mario Draghi dove la BCE dettava all'Italia le regole del gioco.

Secondo gli inquirenti "Deutsche Bank avrebbe autorizzato la vendita dei titoli di Stato italiani (Btp) per acquistare contestualmente e segretamente Credit Default Swap (Cds) per circa 1,4 miliardi di euro comunicando allo stesso tempo ai mercati finanziari la sostenibilità del debito pubblico italiano, compiendo in tal modo condotte manipolative del mercato di tipo informativo-operativo, per alterare la regolare formazione del prezzo di mercato dei titoli di Stato italiani sia nel primo semestre 2011 (quando il mercato ignorava le dismissioni di titoli) sia successivamente alla pubblicazione periodica del giugno 2011, quando il mercato e gli operatori seppero della massiccia e repentina riduzione dell'esposizione della Banca al rischio Italia interpretandola come un 'chiaro segnale di sfiducia del gruppo nei confronti della tenuta del debito sovrano italiano' " come riassumono Adusbef e Federconsumatori che ricordano che il filone di inchiesta contro Deutsche Bank della Procura di Trani appare parallelo (se non gemello), al processo contro le agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch (appena rinviate a giudizio) accusate anch'esse di manipolazione del mercato perché avrebbero contribuirono nel 2011 a destabilizzare il mercato dei titoli di Stato italiani e a far impennare lo spread italiano attraverso valutazioni prive di elementi oggettivi.


Se tutto ciò sarà confermato, le agenzie di rating così come le manovre della Deutsche Bank non avrebbero quindi solo alterato la regolare formazione del prezzo di mercato dei titoli di Stato italiani ma anche il regolare esercizio democratico, annientando di fatto la sovranità di uno Stato. Ed infatti Forza Italia chiede nuovamente a gran voce l'apertura di una Commissione d'inchiesta che indaghi sui fatti avvenuti nel 2011.

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