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TAC sui bambini può triplicare i casi di tumore al cervello

La TAC sui bambini può aumentare il rischio di contrarre da adulti patologie quali il cancro al cervello o la leucemia. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet. In Italia un altro studio presentato al congresso sui radiologi è più 'tranquillizzante': "Non esistono evidenze scientifiche per sostenere che l'eccesso di radiazioni da TAC sia dannoso all'organismo".

La TAC è entrata nel gergo comune e nella "normalità" degli esami clinici, tanto che tutti più o meno, anche per esperienza diretta (in Italia ogni anno, si fanno circa 6 milioni di TAC) sanno di che cosa si tratti.
La TAC da "tomografia assistita dal computer" dall'inglese computer-assisted tomography, è entrata nella medicina ospedaliera circa 30 anni fa (con il "vecchio" acronimo esplicitato in "tomografia assiale computerizzata") e consiste, in sostanza, in uno "scanner" che rivela su un monitor, grazie a dei software particolari, delle sezioni o degli strati del corpo del paziente (una tomografia, appunto).

Il pericolo delle radiazioni ionizzanti. Questa "magia" è resa possibile però dalle radiazioni ionizzanti, in questo caso Raggi X, noti per "interagire" con gli atomi del nostro corpo, tanto che i loro effetti rientrano in una disciplina chiamata "radioprotezione" .
Come recita Wikipedia: "Le radiazioni ionizzanti si dividono in due categorie principali: quelle che producono ioni in modo diretto (le particelle cariche alfa e beta) e quelle che producono ioni in modo indiretto (neutroni, raggi gamma e raggi X)".
Quindi come qualcuno avrà intuito le radiazioni di Fukushima e le radiazioni di una radiografia sono in definitiva, semplificando al massimo, "parenti".
Che le radiazioni ionizzanti non siano proprio un bicchiere d'acqua fresca non tutti, purtroppo, riescono a comprenderlo appieno.
E purtroppo ad oggi nessuno può assicurare con certezza che gli esami clinici che fanno uso di radiazioni ionizzanti, proprio come una "semplice" TAC, siano privi di rischi.
Per questo motivo la comunità scientifica continua a lavorare (in modo molto prudente) per valutare quali e quanti rischi si corrano nell'effettuare questi esami (e nel lavorarci attorno, ovviamente) che comportino ad esempio l'emissione di Raggi X .

La TAC sui bambini può triplicare i casi di tumore? Sulla prestigiosa rivista The Lancet è stato pubblicato un rapporto che non può che far riflettere. Lo studio si intitola emblematicamente "Radiation exposure from CT scans in childhood and subsequent risk of leukaemia and brain tumours: a retrospective cohort study", ovvero "L'esposizione alle radiazioni da TAC durante l'infanzia e il conseguente rischio di leucemia e tumori del cervello: uno studio di coorte" .
Sinteticamente nello studio si afferma che sottoporre i bambini ad una Tac prima dei 15 anni potrebbe triplicare la possibilità di sviluppare in futuro un tumore al cervello o la leucemia.
Gli autori dello studio sono un'equipe internazionale formata dalla Newcastle University e dal National Cancer Institute, parte del National Institutes of Health, USA.
Lo studio ha potuto contare sull'analisi di oltre 175.000 bambini e giovani adulti (sotto i 22 anni) che hanno effettuato una TAC negli ospedali inglesi tra il 1985 e il 2002. I dati sui pazienti sono stati monitorati sino al 2008 e dal rapporto con la popolazione che non aveva mai fatto una TAC è venuto fuori il rapporto di rischio.
Lo studio internazionale ha concluso che il rischio di sviluppare un tumore al cervello da adulto era triplicato se il bambino aveva subito due o tre TAC nell'infanzia, mentre il rischio di leucemia era triplicato se nell'infanzia si erano fatte da cinque a dieci scansioni TAC.
"La TAC è molto utile, ma ha anche dosi relativamente elevate di radiazioni", ha affermato Mark Pearce della Newcastle University, autore principale dello studio. Il ricercatore raccomanda quindi l'opportunità di diminuire la quantità delle radiazioni ionizzanti negli esami clinici.

Nuove TAC, 80% di radiazioni in meno rispetto alle vecchie. Gli stessi ricercatori hanno sottolineato quanto le moderne TAC emettano una quantità di radiazioni di circa l'80% in meno rispetto alle macchine che operavano negli ospedali nel periodo preso in esame dalla ricerca.
Questo naturalmente è vero, ma anche una "bassa dose", d'altra parte, sostengono sempre gli autori dello studio, potrebbe danneggiare i geni e potrebbe aumentare il rischio del paziente di sviluppare il cancro.

Radiologi a congresso in Italia. Dal nostro Paese però arrivano notizie in un certo senso più rassicuranti, dato che, propio in questi giorni, si è svolto a Torino il "45esimo Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica (1-5 giugno 2012)" che ha visto riuniti al Lingotto i professionisti di tutta Italia.
Come si legge in un articolo de La Stampa , durante il Congresso di Torino i radiologi hanno potuto valutare "il pericolo irradiazioni di un esame sempre più comune" anche attraverso "un'analisi di oltre 10mila cartelle cliniche (mille relative ai bambini)". Lo studio è stato coordinato da Sergio Salerno, professore associato al Policlinico universitario di Palermo e da Claudio Granata, del Gaslini di Genova, e alla dottoressa Daniela Origgi, fisico sanitario dell'Istituto Europeo di Oncologia a Milano.
Dichiara a "La Stampa" Sergio Salerno: "Al momento, esattamente come per la questione delle onde elettromagnetiche dei telefonini non esistono evidenze scientifiche per sostenere che l'eccesso di radiazioni da Tac sia dannoso all'organismo. Ma è comunque necessario cercare di migliorare continuamente le metodologie diagnostiche, perché anche solo il sospetto è un elemento che la Medicina non può trascurare".
Eppure anche l'elettrosmog incomincia a preoccupare, soprattutto nei confronti dei più piccoli, dato che il CSS, cioè il Consiglio Superiore di Sanità raccomanda l'uso dei telefonini da parte dei bambini "limitato alle situazioni di vera necessità"

TAC sempre più comuni sui bambini. I ricercatori della dalla Newcastle University alla luce dei risultati del loro studio invitano a ricorrere, quando possibile, ad altri esami diagnostici che non utilizzano radiazioni ionizzanti (ad esempio la Risonanza Magnetica). Ma soprattutto raccomandano di evitare ogni esame non necessario.
Interessanti anche a questo proposito le parole di Paolo Tomà (Società Europea di Radiologia Pediatrica) sul Foglio d'informazione di Sabato 2 giugno del 45 congresso SIRM : "L'interventistica, oltre ad essere un filo conduttore del congresso, è in continua espansione anche in Pediatria. La TC del torace negli ultimi anni ha rivoluzionato la pneumologia e la cardiologia infantili. L'imaging avanzato dell'encefalo neonatale sta diventando routine laddove sia presente un punto nascita di II livello. La patologia Epatobiliopancreatica del bambino ha specificità che devono essere conosciute. Quando ho cercato di promuovere la Radiologia Pediatrica all'ESR mi è stato risposto che siamo stati per anni in una torre d'avorio. Credo sia l'ora di scendere, anche per non essere considerati solo i radiologi dei nani e delle membrane ialine".

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