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Roma: arrestato 45enne per abusi su minori. Contro pedofilia servono "azioni concrete"

Il Telefono Azzurro invita lo Stato a contrastare la pedofilia "con azioni concrete". Azioni più che mai urgenti visto che in questi giorni ormai quotidianamente escono notizie di arresti e condanne per abusi su minori. Dopo il caso di Fortuna Loffredo c'è stata la condanna di un noto pr romano e l'arresto, sempre a Roma, di un 45enne accusato di violenza sessuale e corruzione su due minori di 9 e 5 anni e di tentata violenza sessuale verso una 15enne.

"Solo con l'ascolto è possibile raccogliere gli elementi di rischio prima che si verifichino episodi come quello di Fortuna Loffredo. Dobbiamo riservare ai bambini una grande attenzione, perché possano sempre più rompere il silenzio degli adulti, che spesso nasce da una cultura in cui non c'è rispetto delle vite umane" chiariva Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di neuropsichiatria infantile all'Università di Modena e Reggio Emilia, invitanto lo Stato a contrastare la pedofilia "con azioni concrete". Azioni più che mai urgenti visto che in questi giorni ormai quotidianamente escono notizie di arresti e condanne per abusi su minori. A Caivano gli inquirenti sospettano infatti di una rete di pedofili che agivano indisturbati nel palazzo dove è stata violentata e uccisa Fortuna Loffredo. Ieri c'è stata invece la condanna di un noto pr romano, che dovrà scontare 15 anni di carcere per aver adescato e poi avuto rapporti sessuali, in cambio di soldi e regali, con tre minori residenti nella zona nord della Capitale. Oggi, ancora, viene riportato l'arresto a Roma di un 45enne accusato di violenza sessuale e corruzione su due minori di 9 e 5 anni e di tentata violenza sessuale verso una 15enne. L'uomo, romano, si fingeva un insegnante di ginnastica e avvicinava le bambine con la scusa di volerle selezionare per una festa parrocchiale. Ad allarmare ancora di più il fatto che l'uomo aveva già scontato una pena a 7 anni di reclusione per una condanna definitiva inflitta nel 2008 per gli stessi reati. E' quindi evidente che il sistema carcerario non è riuscito a svolgere in questo caso la sua funzione rieducativa, come impone la Costituzione.

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