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Letta: scompare dal Codice civile distinzione tra figli di serie A e B

"Scompare dal codice civile la distinzione tra figli di serie A e B, si è figli e basta" sottolinea Enrico Letta commentando l'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto in materia di filiazione, che rende valida la cancellazione dal Codice civile della distinzione tra figli illegittimi e naturali.

"E' molto importante, scompare dal codice civile la distinzione tra figli di serie A e B, si è figli e basta. Questo è un gradissimo fatto di civiltà" sottolinea il premier Enrico Letta commentando l'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto in materia di filiazione, che rende valida la cancellazione dal Codice civile della distinzione tra figli illegittimi e naturali. Il testo era già stato approvato dalle due Camere ed ora passerà all'esame delle competenti commissioni di Camera e Senato prima di tornare in Cdm per il via libera definitivo. Il decreto stabilisce prima di tutto che la scomparsa, dai nostri codici legislativi, di ogni distinguo per far rimanere invece soltanto la parola "figlio". Tra i punti più importanti della legge, inoltre, quello che tratta dell'asse ereditario. Gli effetti successori dei figli varranno quindi nei confronti di tutti i parenti e non soltanto dei genitori. Il decreto, infatti, definisce la parentela come il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Inoltre, la nuova norma prevede anche la sostituzione della nozione di "potestà genitoriale" con quella di "responsabilità genitoriale". L'articolo 18 del testo (che modifica l'attuale articolo 244 del Codice civile), tratta invece termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità (padre e madre), che non potrà essere intraprese se già trascorsi cinque anni dalla nascita del bambino. L'articolo 53, invece, introduce e disciplina le modalità dell'ascolto dei minori che abbiano compiuto i 12 anni (o anche di età inferiore), se capaci di discernimento, all'interno dei procedimenti che li riguardano.

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