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Gemelle siamesi del Sant'Orsola sono morte. Impossibile l'intervento

Non ce l'hanno fatta le gemelle siamesi nate al Sant'Orsola di Bologna, la cui storia ha commosso l'Italia. Nella serata di ieri sono morte a causa di un aggravarsi del loro quadro clinico.

L'ultimo bollettino medico del Sant'Orsola di Bologna, che teneva constantemente informati i media sulle condizioni di salute delle due piccole gemelle siamesi nate unite al cuore e al fegato, non lasciava molta speranza. E infatti dopo qualche ora è arrivato l'annuncio che le due bambine, la cui storia e il coraggio dei genitori ha commosso l'Italia, non ce l'hanno fatta. Sono morte alle ore 20.40 del 6 settembre. L'ultimo bollettino parlava di "un progressivo e incalzante quadro di aggravamento delle condizioni generali con modesta risposta ai trattamenti" le cui "condizioni precarie e non lasciano spazio a ulteriori atti terapeutici, che si mantengono perciò protettivi e proporzionati alla risposta clinica". Anche l'atteso intervento per cercare di salvare una delle due gemelle siamesi sembrava diventare col tempo sempre più difficile da realizzare, a causa pare di "malformazioni particolarmente complesse di molteplici organi e apparati". Le gemelle unite dalla nascita erano nate il 29 luglio scorso, e nel corso di questi due mesi la loro situazione clinica è stata spesso altalenante, lasciando comunque più di una volta la speranza di riuscire a far sopravvire almeno una delle due piccole. Alla difficoltà dell'intervento si era aggiunto il problema etico, ma anche la Chiesa si era espressa a favore della divisione. "Si deve prendere in considerazione il fatto che ambedue le gemelle potrebbero morire per la situazione precaria in cui si trovano - aveva spiegato infatti monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione - In questo caso il tentativo medico di intervento per salvare almeno una vita sarebbe lecito. Ogni sforzo per salvarne almeno una è da noi considerato come un atto di amore a favore della vita". E in questi mesi di atti di amore, al Sant'Orsola di Bologna, ce ne sono stati tantissimi, con medici e infermieri che si sono sempre resi disponibili e pronti ad assistere non solo le piccole Lucia e Rebecca ma anche i genitori, che hanno sempre dimostrato grande fermezza d'animo.

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