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Bambini, gli antidepressivi deprimono: "effetti avversi anche gravi"

Un nuovo studio canadese mette in guardia sugli effetti avversi degli antidepressivi sui bambini . L'associazione "Giù le mani dai bambini" chiede al Ministro della Sanità Renato Balduzzi "l'emissione di nuove linee guida per l'utilizzo di questi psicofarmaci sui minori".

I bambini del terzo millennio non sono certo quelli immaginati negli anni '50 per i nostri tempi: piccoli fanciulli con una piccola elica in testa che avrebbero potuto vivere la propria spensieratezza tra le meraviglie del 2000.
Il bambino di oggi è molto più simile ad un piccolo adulto che ad un fanciullo, almeno nella misura in cui l'adulto è la caricatura di un bambino.
I piccoli di oggi sono purtroppo sovente un mero quadro di Dorian Gray, in cui si riversa la "vecchiaia" e la "decadenza" della società dei genitori.
E così il piccolo viene vestito, profumato, calzato e "vissuto" come un piccolo uomo o una piccola donna, diventando anche nella pubblicità un mero scimmiottamento del triste e stereotipato dei grandi.
E così, nel mondo dei bambini, sono arrivati anche i farmaci antidepressivi et similia. Un argomento molto delicato ed estremamente "guardato a vista" da Big Farma visto che si tratta non solo di un mercato strategico ma anche, secondo molti, di qualcosa di più.
Un'associazione italiana, "Giù le mani dai bambini" , "la più rappresentativa campagna di farmacovigilanza pediatrica in Italia" segnala uno studio dell'Università di Ontario (Canada) che riguarda proprio gli antidepressivi prescritti ai bambini e pubblicato sulla rivista "Frontiers In Evolutionary Psychology".
Lo studio rivela che "in alcuni casi gli antidepressivi SSRI non solo possono paradossalmente rendere più depressi, ma possono causare anche gravi effetti indesiderati come ictus e morte prematura".
L'associazione segnala quindi che "alcune tra le più diffuse classi di antidepressivi utilizzati anche in Italia per combattere la depressione può provocare un paradossale aggravamento della depressione stessa e causare vari effetti avversi anche gravi".
Per questo motivo "Giù le Mani dai Bambini" ha espresso la sua preoccupazione, dato che proprio quello dell'utilizzo di antidepressivi in fascia pediatrica e adolescenziale è il problema che maggiormente preoccupa i suoi esperti.
Luca Poma portavoce nazionale del Comitato afferma: "Da anni, specie da quando l'EMA – l'Agenzia Europea regolatoria per i farmaci – ha autorizzato l'uso degli antidepressivi anche su bambini di soli otto anni, denunciamo i pericoli insiti nell'uso di queste sostanze su organismi e cervelli ancora in via di sviluppo. Molte volte sedicenti esperti hanno sostenuto che 'non è lo psicofarmaco che fa male, dipende da come lo si usa': questa ennesima ricerca scientifica, ultima di una serie, prova che non è assolutamente vero. Questi prodotti sono inutili nella maggior parte dei casi, e spesse volte anche dannosi e pericolosi".
Per questo "Giù le mani dai bambini" chiede risposte: "Facciamo appello al Ministro della Sanità Renato Balduzzi per l'emissione di nuove linee guida per l'utilizzo di questi psicofarmaci sui minori, perché gli interessi finanziari delle multinazionali farmaceutiche non possono venire prima della salute dei nostri ragazzi".

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