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Influenza aviaria 2015: nuovi casi in Francia, tutti virus ad alta patogenicità

Non si arresta l'epidemia di influenza aviaria che ha colpito la Francia. Dopo i primi focolai accertati in Dordogna, l'influenza aviaria è stata riscontrata anche nel Landes, sempre nella regione Aquitania. Finora, il virus dei sottotipi di aviaria indentificata sono HPAI (high pathogenic avian influenza, ad alta patogenicità).

Non si arresta l'epidemia di influenza aviaria che ha colpito la Francia. Dopo i primi focolai accertati in Dordogna, l'influenza aviaria è stata riscontrata anche nel Landes, sempre nella regione Aquitania. Un primo focolaio è stato rilevato il 25 novembre in una fattoria di anatre nella Dordogna mentre oggi, 7 dicembre, il Ministero dell'Agricoltura francese ha confermato due nuovi casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in altrettanti allevamenti di faraona ed anatre nel Landes. Attorno alle aziende colpite è stata disposta una zona di protezione fino a 10 chilometri mentre il governo ha vietato l'esportazione di volatili vivi e uova "'ad altri Stati membri dell'Unione europea o di paesi terzi". L'UE, però, non ha previsto alcun blocco sulle importazioni di pollame, come invece hanno fatto Cina, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Egitto, Marocco, Algeria e Tunisia. Anche se gli accertamenti sono ancora in corso, il ministero dell'Agricoltura ha affermato che il ceppo del virus apparso in Francia non era di tipo asiatico. Per la precisione, il virus aviaria individuato nel primo allevamento in Dordogna è del ceppo H5N1, mentre sarebbe stato rilevato anche il ceppo H5N2. Le Monde, però, riferisce che ci sono altri tre sottotipi dell'aviaria in fase di identificazione, tutti comunque del tipo H5 meglio nota anche come peste aviaria (HPAI). La CDC conferma che si possono verificare "infezioni umane con questi virus" ma il Ministero dell'Agriculta francese continua a sostenere che l'influenza aviaria "non è trasmissibile all'uomo attraverso il consumo di carne, uova, foie gras e più in generale qualsiasi prodotto alimentare". "Dei 15 sottotipi di virus aviari, H5N1 circolante dal 1997, è stato identificato come il più preoccupante proprio per la sua capacità di mutare rapidamente e di acquisire geni da virus che infettano altre specie animali" sottolinea però il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica dell'Istituto Superiore di Sanità, ricordando: "Nelle epidemie recenti, a partire dal 2003, è stata documentata la capacità di questo virus di contagiare direttamente anche gli esseri umani, causando forme acute di influenza che in molti casi hanno portato a morte. Il rischio principale, che fa temere l'avvento di una nuova pandemia dopo le tre che si sono verificate nel corso del XX secolo (1918, 1957, 1968), è che la compresenza del virus aviario con quello dell'influenza umana, in una persona infettata da entrambi, faciliti la ricombinazione di H5N1 e lo renda capace di trasmettersi nella popolazione umana".

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