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Aviaria: Tamiflu inutile, epidemia mediatica e traffico illecito del virus

Dietro l'emergenza aviaria del 2005 (virus H5N1) ci potrebbe essere stata solo "una forma di vero e proprio terrorismo informativo". Una indagine dei NAS svelerebbe "il retroscena dell'emergenza sanitaria provocata dall'aviaria in Italia" e di "trafficanti disposti a pagare decine e decine di migliaia di euro pur di impadronirsi degli agenti patogeni" perché "averli prima permette di sviluppare i vaccini battendo la concorrenza". Inoltre, uno studio rivelerebbe che il farmaco antivirale Tamiflu della Roche è del tutto inutile contro l'aviaria. Il M5S chiede chiarimenti al governo.

Oggi in Aula il gruppo M5S alla Camera ha "chiesto conto al governo di riferire sul caso del presunto traffico illecito del virus dell'aviaria, scoperchiato da i carabinieri dei NAS e dalla procura di Roma, denunciato da un'inchiesta" su l'Espresso., che riassume nel sommario: "Ceppi di aviaria spediti in Italia per posta. Accordi tra scienziati e aziende. L'inchiesta segreta dei Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale. E nel registro degli indagati c'è un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato (di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Cultura, ndr). Che respinge le accuse". L'indagine dei NAS svelerebbe "il retroscena dell'emergenza sanitaria provocata dall'aviaria in Italia" e di "trafficanti disposti a pagare decine e decine di migliaia di euro pur di impadronirsi degli agenti patogeni" perché "averli prima permette di sviluppare i vaccini battendo la concorrenza". Oltre a questo, si inserisce la notizia che il farmaco antivirale Tamiflu della Roche, presentato come il medicinale che avrebbe bloccato il passaggio dell'influenza aviaria dai polli all'uomo, è del tutto inutile. Ad affermarlo un gruppo di scienziati indipendenti, Cochrane collaboration, che sul British medical journal non solo conferma lo studio del 2009 che dimostrerebbe il fatto che non esistono prove a sostegno dell'utilità del Tamiflu l'influenza suina ma estende i risultati anche all'influenza aviaria. Secondo la ricerca dell'organizzazione medica no profit, il farmaco antivirale Tamiflu avrebbe più o meno gli stessi effetti del paracetamolo. Con la differenza che, quando si diffuse il "panico" dell'influenza aviaria, gli Stati di un po' tutto il mondo comprarono milioni di confezioni di Tamiflu, ovviamente con denaro pubblico.

L'Espresso rivela però che "uno dei capitoli più inquietanti dell'inchiesta condotta dai NAS ricostruisce la diffusione dell'allarme sul pericolo di contagio umano per l'aviaria nella primavera 2005. - riportando - Gli inquirenti hanno esaminato i documenti ufficiali e le iniziative delle aziende, sostenendo che l'emergenza «sia stata un problema più mediatico che reale». Dietro il paventato rischio di epidemia per il virus H5N1 - scrivono i carabinieri - si potrebbe celare una 'strategia globale' ispirata dalle multinazionali che producono i farmaci. Nel dossier investigativo vagliano il ruolo dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la massima autorità del settore, che in un documento del 2004 raccomandava di fare scorte di Oseltamvir (Tamiflu) prodotto dalla Roche. (...) Molte delle informazioni allarmistiche - sostengono i carabinieri - sono emerse da un convegno tenuto a Malta nel settembre 2005, sponsorizzato dalle aziende che confezionano vaccini contro l'influenza e farmaci antivirali". Anche in Italia si fanno scorte di Tamiflu, nonostante l'Istituto Superiore di Sanità avvertì che, si legge ancora nell'inchiesta, "un ceppo virale di H5N1 'che potrebbe scatenare la prossima pandemia influenzale globale mostra di resistere al Tamiflu' ". Su l'Espresso viene spiegato che "fondamentale per l'indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager italiano della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l'uomo ha patteggiato l'immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Candoli "definisce la diffusione delle notizie «una forma di vero e proprio terrorismo informativo»".

Il MoVimento 5 Stelle ricorda che "nel 2005, infatti, il governo Berlusconi aveva acquistato 50 milioni di euro di vaccini a causa di un'emergenza, quella della possibile diffusione anche in Italia del virus dell'aviaria, che oggi, secondo la magistratura, sarebbe stata fatta montare ad hoc per creare un clima di allarme e giustificare il business dei vaccini. - aggiungendo - Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa, nella vicenda sarebbero coinvolti dirigenti del ministero della Salute, manager, case farmaceutiche e ricercatori. Tra questi ultimi la virologa, oggi deputata di Scelta Civica, Ilaria Capua, alla quale abbiamo chiesto di dare le dimissioni". I pentastellati spiegano quindi: "Al governo abbiamo chiesto se fosse a conoscenza dei fatti, in base a quali dati o criteri il ministero ha deciso l'acquisto dei vaccini e, nel caso in cui le accuse dovessero essere confermate, se il governo non intenda chiedere un risarcimento nei confronti del SSN (Servizio Sanitario nazionale, ndr) alle case farmaceutiche per procurato danno. A tal proposito abbiamo ricordato all'esecutivo che il Tamiflu, l'antivirus utilizzato nel 2005 (casa farmaceutica Roche) si è rivelato del tutto inefficace. - concludendo - Da parte sua, il governo ha dichiarato che il Ministero della Salute non sapeva nulla della vicenda e che tutte le procedure sono state rispettate dagli organismi coinvolti nelle procedure".

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