le notizie che fanno testo, dal 2010

USA: "targati" a vita

Dopo le rivelazioni sul programma Prism, e l'ipotesi da parte del Consumer Financial Protection Bureau di creare una sorta di "Google Earth" per ogni transazione finanziaria, la American Civil Liberties Union avverte: c'è il rischio che i cittadini siano "targati" a vita. Letteralmente.

La tecnologia si sta trasformando in un potente, quanto pericoloso, strumento di monitoraggio delle masse. Negli anni passati era difficile attuare una sorveglianza capillare. Con l'avvento della tecnologia informatica, invece, si è in grado, potenzialmente, di controllare tutte le persone in ogni istante della loro vita. A tentare di farlo sono, a quanto sembra, gli Stati Uniti. Dopo le rivelazioni di Edward Snowden sul programma Prism della NSA, il senatore americano Mike Enzi avverte che il Consumer Financial Protection Bureau (CFPB) starebbe cercando anche di far approvare una legge per creare una sorta di "Google Earth" per ogni transazione finanziaria. Ma gli USA sembrano anche in grado di mappare ogni spostamento effettuato con l'automobile. A lanciare l'ultimo grido d'allarme è la ACLU (American Civil Liberties Union), che rivela di aver "analizzato più di 26.000 pagine di documenti provenienti dai dipartimenti di polizia delle città e dei paesi di tutti gli Stati Uniti" che mostrano come decine di migliaia di targhe di auto e moto vengano conservate in "banche dati enormi che contengono informazioni sulla posizione di molti milioni di americani innocenti".

La ACLU spiega infatti come i "lettori di targhe automatici", montati sia sulle auto della polizia che su oggetti fissi presenti sulle strade, non si limitano infatti a registrare i numeri di targa ma anche l'orario e il luogo in cui è passata l'automobile o la moto. Dati che ufficialmente dovrebbero servire per scovare "macchine sospette" ma che in realtà, a quanto sembra, vengono conservati per "mesi e addirittura anni", anche se il possessore di quella vettura non ha commesso alcun reato. Per la ACLU l'obiettivo è chiaro: "Grazie alla tecnologia informatica, il governo americano sta raccogliendo sempre più informazioni su ogni cittadino, in ogni momento e in qualsiasi luogo si trovi. Dati da conservare per sempre al fine di avere una documentazione completa della nostra vita, e di conseguenza avere la possibilità di accedere alla nostra volontà". Per chi a tale osservazione è solito rispondere con un "tanto non ho niente da nascondere!", la ACLU non ricorda solamente che in questo modo si violano i più elementari diritti alla privacy ma offre un eloquente esempio di come il governo può sfruttare le informazioni raccolte. I dati di localizzazione delle persone rivelano infatti quando, come e con chi una persona per esempio ha partecipato ad una manifestazione politica, si è recata in un luogo di culto, ha avuto la necessità di un medico (e quale), quali tipi di amicizie frequenta. L' American Civil Liberties Union è pronta a scommettere che "tutti noi possiamo ricordare qualcosa del nostro passato che ci può mettere in difficoltà", ed osserva: "E se il governo un giorno del 2020 sospettase di uno di noi, è giusto che abbia accesso a banche dati che conservano informazioni risalenti ad anni o decenni prima, in grado quindi di scavare fin nel minimo dettaglio sulla nostra vita passata?".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: