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Toyota, Suzuki, Nissan rinviano apertura. Fukushima permettendo

Se è stato il terremoto e lo tsunami a far fermare le aziente e le industrie in Giappone, a prolungarne la chiusura è certamente il pericolo nucleare, visto che la situazione a Fukushima non solo non è risolta ma sta andando peggiorando.

Se è stato il terremoto e lo tsunami a far fermare le aziente e le industrie in Giappone, a prolungarne la chiusura è certamente il pericolo nucleare, visto che la situazione a Fukushima non solo non è risolta ma sta andando peggiorando. E così i costruttori giapponesi di automobili annunciato che la Toyota, la Suzuki e la Nissan prolungheranno i loro stop. La Toyota spera di poter riaprire tutti gli impianti il 22 marzo, mentre la Suzuki e la Nissan sembrano addirittura più ottimiste, predicendo la riapertura rispettivemente di Kosai, Iwata, Toyokawa e Sagara e di Oppama, Tochigi, Nissan Shatai e Yokohama, tra il 20 e il 21 marzo. Fukushima permettendo.

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