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Rc auto, Ania: con stralcio articolo 8 gli assicurati ne escono sconfitti

L'Ania non condivide lo stralcio dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia che prevedeva modificazioni alla disciplina della Rc auto, lamentando il fatto che "ancora una volta la politica decide di non decidere, pressata da spinte corporative di categorie interessate esclusivamente all'intermediazione dei risarcimenti ai danni dei consumatori".

A non condividere lo stralcio dell'articolo 8 del decreto Destinazione Italia sulle Rc Auto è l'Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), che in una nota chiariscono immeditamente come "il Governo e il Parlamento hanno perso una grande occasione per ridurre i costi dell'assicurazione auto". L'Ania spiega infatti che l'articolo 8 del dl Destinazione Italia prevedeva significative modificazioni alla disciplina della Rc auto, il cui stralcio quindi avrebbe vanificato "nell'immediato l'intenzione del governo di assicurare, grazie all'approvazione del provvedimento, una riduzione strutturale delle tariffe Rc auto in Italia, obiettivo fortemente condiviso dal settore assicurativo che aveva offerto alle Istituzioni la massima collaborazione per identificare le soluzioni più idonee per arrivare a un sistema Rc auto meno costoso e più efficiente". Entrando nel merito del decreto, l'Ania ammette di aver espresso al riguardo delle "perplessità sia per alcuni contenuti impositivi sulle dinamiche di offerta sia, soprattutto, perché non era affrontato il nodo dell'approvazione delle tabelle per il risarcimento dei danni fisici, da cui dipende in gran parte il disallineamento dei prezzi delle polizze italiane rispetto a quelli medi europei". Allo stesso tempo, però, l'Ania aveva "apprezzato molte norme contenute nell'articolato, in particolare quelle antifrode, in grado di incidere significativamente sulla struttura dei costi dei sinistri".

L'Ania quindi lamenta il fatto che "ancora una volta la politica decide di non decidere, pressata da spinte corporative di categorie interessate esclusivamente all'intermediazione dei risarcimenti ai danni dei consumatori" e denuncia come si sia persa un'altra "occasione per approvare provvedimenti in grado di favorire comportamenti virtuosi degli assicurati e di contrastare efficacemente diffusi fenomeni di grave illegalità e di evasione fiscale. - evidenziando - Una politica fatta solo di annunci non seguiti da fatti concreti rende più acuti i problemi e non crea le condizioni per una riduzione strutturale dei costi dell'assicurazione e dei prezzi pagati dagli assicurati". Ricordando come "nel 2013 il prezzo medio dell'assicurazione auto è sceso del 4,5% rispetto all'anno precedente", l'Ania precisa che il "non affrontare le vere questioni che abbiamo posto all'ordine del giorno, implica che la riduzione della Rc auto in Italia continuerà ad essere affidata a fattori largamente contingenti (la riduzione del numero di sinistri indotta dalla crisi economica) invece di essere il frutto di una azione consapevole per aggredire le cause dei maggiori costi che determinano un onere più elevato rispetto alla media degli altri paesi comunitari. Ancora una volta gli assicurati italiani ne escono sconfitti. - ma promette - Le imprese di assicurazione continueranno ad aumentare l'offerta di polizze (contratti con scatola nera, clausole che prevedono il risarcimento presso carrozzerie convenzionate) che risultino più vantaggiose per i consumatori in termini di prezzo e di qualità del servizio".

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