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Norme RC Auto, carrozzieri: modifiche Rete Imprese Italia calpestano nostri diritti

Le categorie di settore ma non solo, quali Federcarrozzieri e Associazione Familiari Vittime della Strada, rimangono "perplesse" per le proposte di modifica del decreto "Destinazione Italia" in materia di Rc auto presentate da Rete Imprese Italia. Per Federcarrozzieri "gli emendamenti proposti CNA, Confartigianato e Casa Artigiani" sarebbero "uno scandalo" perché "invece di difendere i loro associati riparatori li costringono a concordare il valore di un danno con la compagnia di assicurazione".

Non solo l'Ania protesta contro le nuovo norma in materia di Rc auto. Oggi 15 gennaio una delegazione di Rete Imprese Italia si è infatti recata a Roma per presentare alle Commissioni riunite VI Finanze e X Attività produttive, commercio e turismo presso la Camera dei Deputati le loro proposte di modifica del decreto "Destinazione Italia" in materia di Rc auto. Come si legge in una nota stampa, tale documento però, redatto allo scopo di tutelare la categoria degli artigiani carrozzieri, è oggetto di pesanti critiche da parte delle altre associazioni di categoria che, in occasione del convegno dello scorso 11 gennaio a Bologna, avevano presentato la Carta di Bologna, un testo suddiviso in 12 punti dai quali partire per migliorare l'attuale testo di legge". A far scoppiare la polemica è, in particolare, il terzo emendamento in cui si dichiara che: "La cessione del credito derivante dal diritto al risarcimento del danno causato dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti non può comportare un aggravamento della prestazione cui è tenuta la parte obbligata. In presenza di cessione del credito, la somma da corrispondersi a titolo di rimborso delle spese di riparazione dei veicoli danneggiati è versata direttamente all'imprenditore che ha eseguito le riparazioni, previa presentazione di fattura corrispondente alla valutazione preventiva congiunta e condivisa tra l'impresa di assicurazione e l'impresa di autoriparazione".

Nella nota stampa si specifica che "tale modifica, oltre ad essere peggiorativa è sconcertante in quanto ad oggi il divieto di cessione è limitato ai contratti stipulati tra assicurato e compagnia, permettendo al danneggiato di continuare a cedere il credito fuori dalla procedura del risarcimento diretto" mentre "nell'emendamento presentato da Rete Imprese Italia, invece, il divieto non è più limitato a chi lo sottoscrive contrattualmente permettendo alle compagnie di sostenere la generale applicabilità di un tale limite. - e si chiarisce - Inoltre, la previsione secondo la quale la cessione di credito non può comportare un aggravamento della posizione cui è tenuta la parte obbligata è assurda poiché la cessione di un credito non può in alcun modo aggravare la posizione del debitore ceduto, ma è anche grave che venga proposta una simile lettura che politicamente avvalla le maldicenze sul settore dell'autoriparazione. La norma, dunque, pare limitare la cessione di credito al riparatore, escludendola quando a favore di un terzo diverso dal carrozziere ad esempio fornitori del riparatore, consorzi, cooperative, società di noleggio o di servizi, prevedendo nuovamente per la validità della cessione che la stessa sia relativa a un credito oggetto di 'valutazione preventiva congiunta e condivisa'.

Per Galli di Federcarrozzieri infatti gli "gli emendamenti proposti CNA, Confartigianato e Casa Artigiani" sarebbero "uno scandalo" perché "invece di difendere i loro associati riparatori li costringono a concordare il valore di un danno con la compagnia di assicurazione. - e aggiunge - Siamo ancora più indignati in quanto tali organizzazioni da una parte vorrebbero difendere gli interessi degli artigiani, ma dall'altra li consegnano ad un mercato dove un piccolo carrozziere non può certo avere potere contrattuale di fronte allo strapotere di un oligopolio assicurativo". Rimane perplessa anche l'Associazione Familiari Vittime della Strada, con la loro presidente Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, che spiega: "La nostra associazione è attenta alla sicurezza della riparazione dei veicoli perché questo significa evitare incidenti stradali. E chiaro che se il riparatore è costretto dal gioco delle assicurazioni ad accettare di lavorare magari sottocosto questo può compromettere la qualità della riparazione. - evidenziando - Intorno a questo decreto si stanno coagulando interessi fortissimi delle compagnie, non contente, forse, di avere guadagnato quasi due miliardi dal settore RC auto, se è vero, come si vocifera, che l'On. Gutgeld, responsabile economico di Matteo Renzi, voglia inserire emendamenti che ammazzano i risarcimenti per le vittime della strada che hanno subito lesioni gravi e gravissime". "Non c'è dubbio che le compagnie ormai hanno campo aperto - aggiunge il prof. Raffaele Zinno, presidente del Sindacato dei Medici Legali assicurativi - è talmente aperto che vogliono togliere al medico l'uso della vista per valutare i postumi di un danno, trasformandoci tutti in accertatori strumentali, quando si sa bene che le macchine non sono certo depositarie della verità".

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