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Inquinamento ambientale aumenta rischio autismo. Anche nella Terra dei Fuochi?

Sono sempre di più gli studi che dimostrano una possibile correlazione tra inquinamento ambientale ed autismo e questo nonostante nel 2013 in Commissione Ambiente del Senato una senatrice del MoVimento 5 Stelle avrebbe affermato che ciò "non era assolutamente ipotizzabile" come denuncia il dottor Antonio Marfella, tossicologo oncologo. La correlazione tra inquinamento ambientale ed autismo esiste quindi anche nella Terra dei Fuochi?

Alla fine di dicembre 2014 uno studio della Harvard School of Public Health e pubblicato dalla Environmental Health Perspectives ha rivelato che le donne incinte possono quasi raddoppiare il rischio di dare alla luce un bambino con autismo se troppo esposte all'inquinamento ambientale, quello provocato dalle "polveri sottili" delle automobili e dalle emissioni industriali in grado di penetrare in profondità nei polmoni, ma anche dai roghi tossici. In particolare, la ricerca avverte che a correre maggiori pericoli di partorire un figlio con problemi autistici sono le donne al terzo trimestre di gravidanza. Marc Weisskopf, principale autore dello studio, sottolinea che è stata "trovata un'associazione specifica durante la gravidanza, soprattutto negli ultimi tre mesi, che potrebbe gettare una luce sui processi che possono portare all'autismo". Weisskopf evidenzia inoltre che la crescita neuronale del feto si verifica infatti maggiormente proprio nel terzo trimestre di gravidanza. I risultati dello studio condotto dalla Harvard School of Public Health rafforzano precedenti scoperte scientifiche che collegano l'inquinamento atmosferico all'autismo. Michael Rosanoff, direttore per la ricerca sulla salute pubblica del gruppo statunitense Autism Speaks precisa però che quello della Harvard "è tra le ricerche più autorevoli ed importanti condotte fino ad oggi". Rosanoff chiarisce: "Non tutte le madri esposte all'inquinamento atmosferico avranno bambini con autismo, ma questo sembra aumentarne il rischio di due volte". Weisskopf assicura che ormai si sta costruendo "una solida base di prove che unite vanno a dimostrare sempre di più che il fattore ambientale aumenta il rischio di autismo".

A questo studio se ne aggiungono altri due, uno pubblicato nel febbraio del 2014 e l'altro il 29 aprile 2015:
- Rossignol DA et al: "Environmental toxicants and autism spectrum disorders: a systematic review" Transl Psychiatry (2014) 4, e360;doi:10.1038/tp 2014.4.
- Braun KVN et al "Trends and prevalence of autism spectrum disorder, cerebral palsy, hearing loss, intellettual disability, and vision impairment, Metropolitan Atlanta 1991-2010" Plos One 29 aprile 2015 10 (4): e0124120 pag 1-21 , 2015, a firma del prestigiosissimo Center for Disease Control and Prevention di Atlanta USA.

A riportarli sulla sua pagina Facebook, condivisa anche da don Maurizio Patriciello, è il dottor Antonio Marfella, tossicologo oncologo più volte ascoltato (dal 2007) in audizione parlamentare presso la Commissione Ambiente del Senato della Repubblica Italiana. Marfella era stato chiamato a Palazzo Madama anche l'11 settembre 2013 per esporre una relazione "sulla vera causa di Terra dei Fuochi, i rifiuti speciali, industriali e tossici senza controllo valido dei flussi di trasporto specie su gomma e sull'eccezionale danno sanitario che questa diffusione incontrollata di rifiuti industriali, speciali e tossici, prodotti e smaltiti in regime di evasione fiscale, provoca a danno della salute pubblica" come riporta su Facebook. In quell'occasione, il medico aveva inserito nella sua relazione "oltre al parametro del cancro, specie infantile, (oggi finalmente confermato anche da ISS in Terra dei Fuochi), tra le patologie causate dai crimini ambientali anche l'autismo, patologia socialmente ancora più devastante". Antonio Marfella rivela però: "Quel giorno per me non fu certo un successo: un senatore del PDL chiese ufficialmente che la mia relazione, poiché denunciava cose troppo gravi in tema di cattiva gestione dei rifiuti, fosse passata integralmente per competente esame ai vertici nazionali della DIA, affinché potessero svolgere ulteriori indagini e anche su di me che denunciavo tali misfatti. - mentre - Una senatrice del M5S, pare medico, invece mi attaccò in aula esplicitamente asserendo non solo che parlavo troppo 'di pancia' ma che non era assolutamente ipotizzabile, se ci fosse stata competenza e serietà professionale, che un medico potesse correlare la comparsa di patologie come quelle dello spettro autistico a inquinanti ambientali e tanto meno a rifiuti tossici".

Dopo questi ennesimi studi che dimostrano una possibile correlazione tra inquinamento ambientale e autismo, è auspicabile che la Commissione Ambiente del Senato torni ad affrontare il tema, visto che "esistono evidenze sempre più stringenti sul piano scientifico che indicano che, nella comparsa di patologie gravi dello sviluppo cerebrale neonatale, come il vasto settore dei disturbi di tipo autistico, il ruolo dei fattori ambientali sia sostanzialmente sovrapponibile a quello dei fattori genetici" ed "evidenze scientifiche sempre più cogenti indicano il ruolo determinante di alcuni tipi di pesticidi, ftalati, pcb policlorobifenili, solventi, siti di sversamento di rifiuti tossici, inquinanti dell'aria come le polveri sottili e i roghi tossici e metalli pesanti nella patogenesi di questi disturbi da alterato sviluppo cerebrale intrauterino e neonatale" riassume sempre il dottor Antonio Marfella, che conclude: "Questo accade oggi negli USA, dove la situazione ambientale e sanitaria è di gran lunga migliore della Campania e di Terra dei Fuochi in particolare". La Commissione Ambiente del Senato dovrà infatti prima o poi dare risposta su "cosa quindi sta accadendo in Campania e in Terra dei Fuochi in particolare, dove la ex casa Schiavone è ormai affollata di bambini ma ormai anche adulti autistici gravi" come denuncia il medico.

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