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Legge stabilità 2014: aumenti distributori automatici. Confida: settore a rischio

Nella legge di stabilità 2014 sono previsti aumenti a partire dal 1 gennaio 2014. Tra questi, rincari anche per snack e bevande nei distributori automatici, a causa dell'aumento dell'IVA che su tali prodotti passerà dal 4% al 10%. Confida, Associazione Nazionale Distribuzione Automatica aderente a Confcommercio, lancia l'allarme: "Il settore è a rischio".

Nella legge di stabilità 2014 sono previsti aumenti a partire dal 1 gennaio 2014. Tra questi, arriva il rincaro per l'invio di lettere e raccomandate, anche se in questo caso i prezzi potrebbero lievitare nel giro di due anni. Gli aumenti rimarrebbero comunque sostanziali, visto che "il costo per una lettera potrà salire dagli attuali 70 centesimi sino a 95 centesimi e le raccomandate da 3,60 a 5,40 euro" come sottolinea la Cgia di Mestre. Stangata anche per chi abitualmente acquista snack e bevande nei distributori automatici. Dal 1 gennaio 2014, infatti, scatterà la nuova tassazione per questi prodotti, che salirà dal 4% al 10%, e ciò comporterà inevitabilmente un aumento sul prezzo finale, che potrebbe salire fino al 6%. A lanciare l'allarme è quindi Lucio Pinetti, presidente di Confida, l'Associazione Nazionale Distribuzione Automatica aderente a Confcommercio che spiega come il settore finora ha sempre resistito alla crisi "grazie al favorevole rapporto qualità prezzo" ma che con l'aumento di tassazione rischia di crollare. "Adesso l'intero comparto, che conta oltre 1000 imprese e 30mila addetti, che crea un giro di affari complessivo di 2,5 miliardi l'anno è fortemente penalizzato" denuncia Pinetti, preannunciando "un calo dei consumi e un calo degli investimenti con conseguenze sull'occupazione". Confida prevede infatti che "l'aumento dell'imposta sui prodotti somministrati attraverso i distributori comporterà un aumento di 5 centesimi su caffè e bevande calde, e di 10 centesimi su bevande fredde e snack". Mariano Bella, direttore Ufficio Studi di Confcommercio, fa quindi notare: "L'aumento di un punto percentuale dell'Iva - dal 21 al 22% - ha abbassato il clima di fiducia degli italiani. Per quanto riguarda le imprese del Vending, l'incremento dell'Iva dal 4 al 10% sui prodotti della distribuzione automatica sottrarrà - nel 2014 - ben 104 milioni di euro al circuito virtuoso degli investimenti. Insomma, si avvia verso la crisi anche un settore-leader con riflessi inevitabili sull'occupazione. Inoltre, è bene ricordare che tra il 2007 e il 2012, l'Italia ha perso il 22,4% di ricchezza netta (pari a 12.900 euro), con -7% di consumi procapite (pari a 1.200 euro) e il meno 11,3% di reddito disponibile (2.200 euro a testa)".

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